La delibera di giunta per l’affidamento della gestione del Gesualdo presentata in Consiglio a fine ottobre (leggi qui) non passa in sede di Commissione Trasparenza e Commissione Cultura, riunite per la seconda volta sul argomento oggi a piazza del Popolo. Con la sola eccezione della consigliera Ida Grella, favorevole invece al deliberato proposto all’aula, «fatti salvi gli emendamenti che dovessero essere presentati lunedì prossimo in Consiglio», la convinzione dei componenti dei due organismi presieduti rispettivamente da Dino Preziosi e laura Nargi, è che non sia sciolto con chiarezza il nodo relativo al rapporto fra il Comune e il Teatro Pubblico Campano, sotto contratto per tre anni, nonostante abbia poi organizzato la sola stagione teatrale 2016-2017, proprio per le note difficoltà dell’ente.


Un nodo su cui torna naturalmente lo stesso Dino Preziosi, che ha sollevato la questione in ogni sede oramai da tempo immemore, ribadendo che in base alla convenzione stipulata con il circuito regionale l’affidamento a terzi comporterebbe l’esposizione dell’ente a un contenzioso. Ma sul tema si esprime con decisione anche la consigliera Adriana Percopo, che accoglie la prima proposta avanzata dal consigliere Giancarlo Giordano di votare un parere negativo alla delibera. Condividendo quindi le preoccupazioni di Preziosi, la consigliera di maggioranza sottolinea il «rapporto ambiguo con il Tpc» e afferma che avrebbe auspicato «una proposta da parte dell’amministrazione più consapevole dello stato delle cose». Percopo fa poi riferimento alla missiva indirizzata dallo stesso circuito al sindaco e, per conoscenza al segretario generale in quanto commissario del teatro "Carlo Gesualdo" e ai presidenti di commissione Preziosi e Nargi, in cui il direttore generale Alfredo Balsamo e il presidente Francesco Somma ribadiscono quanto fatto nei 15 anni di collaborazione con il Comune di Avellino e si dicono disponibili a un incontro con i rappresentanti dell’amministrazione per valutare «se vi siano ancora termini e modi per tentare di recuperare una stagione fortemente pregiudicata dal trascorrere del tempo».
I vertici del Tpc motivano l’invio della nota poiché chiamati spesso in causa nella vicenda e puntualizzano che non c’è alcuna volontà di alimentare una polemica, tuttavia non a caso aggiungono: «Motivi ce le sarebbero, e non per polemizzare, quanto per rivendicare i diritti del Tpc inopinatamente lesi, a cui si è ritenuto fino ad ora, di non dare seguito nel comune interesse».
Parole che Preziosi definisce «gravi» e da cui si rafforza la sottolineatura di Percopo che osserva come, malgrado il parere richiesto da tempo all’avvocatura da parte del commissario Feola, non sia arrivata «una posizione chiara sul piano politico e amministrativo. Questo – afferma - mi mette nell’impossibilitò di scegliere tra le proposte che quindi non hanno il mio parere favorevole».

Commissione Trasparenza 1 10112017
Oltre alla delibera di giunta, infatti, torna all’attenzione delle commissioni è giunto anche il contenuto dell’emendamento che si sarebbe dovuto discutere in aula il 30 ottobre, attraverso il quale la maggioranza si apprestava ad allungare il futuro affidamento da uno a due anni, a eliminare del tutto i biglietti gratuiti e a ridurre da 15 a 5 gli eventi riservati all’amministrazione per far spazio alle sole serate benefiche e a quelle organizzate da istituzioni come nel caso della Festa della Polizia. Tuttavia, mancando gli elementi formali propri di un emendamento il testo, più che altro una sorta di proposta ex novo, non è stato considerato dalle commissioni (che tra l’altro si erano aggiornate a oggi dopo una prima riunione). Preziosi, per la verità, giudica «una forzatura» anche l’esame della delibera di giunta, giacché questa è stata ritirata dall’amministrazione durante il Consiglio del 30 ottobre senza poi essere sostituita da un altro provvedimento, per cui in effetti non si discute su un documento ufficiale.
Al di là degli aspetti formali (che diventano però sostanziali in un contesto quale quello delle commissioni consiliari), Giordano ribadisce che è mancata alla maggioranza la capacità di portare avanti la proposta dell’amministrazione a cui riconosce però che «si sta assumendo una responsabilità rispetto alle dichiarazioni solenni del sindaco» che inizialmente aveva parlato di un affidamento per un solo anno in modo da evitare i tempi lunghi di un bando europeo ma «non sta nemmeno qui».
Nel merito della questione, rispetto alla strada da seguire per procedere all’affidamento, si registra il punto segnato, per così dire, dal consigliere Preziosi che riferisce di essersi confrontato con il liquidatore Marco Chiauzzi, da cui ha ricevuto la rassicurazione che è possibile scindere i percorsi della liquidazione e della gestione. «La tomba del teatro si è verificata quando non è stata approvata la massa del teatro, per cui ora il commissario sta procedendo a verificare debito pere debito, ma il teatro si può gestire senza problemi essendo due strade diverse. Ma l’amministrazione deve appropriarsi di questa scelta e Chiauzzi mi ha confermato la legittimità della proposta di esternalizzazione che avevo avanzato. Ovviamente – precisa – non a terzi, ma con una manifestazione di interesse, a garanzia di trasparenza, a seguito della quale valutare le disponibilità. Diversamente, poiché la convenzione con il Tpc scade nel 2019, se non sarà direttamente il Comune a gestire il teatro, in qualunque momento l’ente potrebbe essere oggetto di un’azione risarcitoria».

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