All’indomani della conferenza stampa dei consiglieri Gianluca Festa, Francesca Medugno e Gerardo Melillo, l’assessore Arturo Iannaccone replica punto per punto ad accuse, illazioni e citazioni per difendere il "Regolamento sale da gioco e giochi leciti per la prevenzione e il contrasto alle ludopatie" che dice «vero» da quello che definisce invece «appezzottato», risultante dall’inserimento dell’emendamento che è diventato il nuovo terreno di scontro in maggioranza.


Arturo Iannaccone contesta i giudizi di inefficacia del testo e precisa che «prevede che tutte le sale giochi esistenti, dove si entra per ricevere vincite di danaro senza nessuna distinzione, perché questa cosa veramente fa ridere il mondo, in riferimento alla normativa regionale devono trasferirsi a 300 metri dai luoghi sensibili, imponendo degli orari e quindi tutelando in particolare i giovani». «È vero che abbiamo previsto tre anni per lo spostamento – continua -, non perché dobbiamo comprare Maradona, ma il regolamento scatta da subito per coloro che volessero aprirne di nuove e tra luglio e il tempo attuale qualche ulteriore apertura l'abbiamo avuta. Gli emendamenti che mi sono stati presentati prevedono invece una distinzione tra sala scommesse e sala giochi che nessuno opera, tanto è vero che il decreto Balduzzi che ha inserito le ludopatie nei LEA parla di cura e riabilitazione rispetto a "una patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in danaro". Nessuno – puntualizza - mi potrà dire che nelle sale scommesse non c'è vincita in danaro».
Che il regolamento portato in aula e approvato all’unanimità dalle commissioni referenti, quella alle attività produttive e quella al regolamento, sia «una presa per i fondelli», come detto ieri in conferenza stampa da Festa, Iannaccone lo lascia giudicare, ma rimarca molto il fatto che contro il Comune di Avellino «si è scatenato l’intero mondo delle sale scommesse, perché evidentemente con lo spostamento delle sale dal centro si riduce il numero degli scommettitori e quindi il volume di affari e il rischio di ammalarsi di ludopatie. È un classico sillogismo – aggiunge -, ma è una citazione che non merita citazione – ironizza - perché non proviene dal "L'allenatore nel pallone"».


Iannaccone non si lascia sfuggire una serie di battute piuttosto pungenti indirizzate in particolare al consigliere Festa fin dalle prime parole pronunciate anche da lui in conferenza stampa, quando dice: «Premesso che non sono all'altezza di chi fa citazioni dotte e non conosco il vocabolario della Crusca, quindi non sono in grado di ripetere aforismi come "aria a manovella". Ma io provengo dalla Dc, altri sono stati discepoli disciplinati di Alfonso Pecoraro Scanio, esponente della prima repubblica, ma evidentemente si sente più nuovo e titolato. Evidentemente io non ho imparato, altri sì, a fare il salto della quaglia. Nella mia vita politica sono rimasto sempre dove gli elettori mi hanno messo». Iannaccone ripercorre la propria esperienza politica che lo ha visto restare in opposizione sia in Parlamento sia in Regione: «Questa è la mia storia – dice -. Al momento delle politiche ho votato per il Pd invitando i miei amici a votare per il Pd, poi ho presentato una lista in appoggio a Paolo Foti e vi invito, altri li sfido, a trovare un solo atto di questa consiliatura che sia in contrasto con la coerenza al mandato degli elettori, un’astensione, una fuga dai banchi del Consiglio o della giunta. Dico sempre che esprimo una opinione e la posizione poi è quella della maggioranza. Mi batto affinché la mia posizione possa diventare maggioranza, ma se non ci riesco rispetto i ruoli. Tra l’altro non è corretto partecipare alle riunioni di maggioranza solo quando conviene e disertarle sempre, perché Festa l’ho visto alle riunioni di maggioranza quando si è cominciato a parlare di ludopatie, ma su consuntivo, fondi europei, area vasta non l’ho mai visto. Ma non si può partecipare solo quando interessa, quando si vuole far passare qualcosa che sta cuore e non si partecipa quando si vogliono le mani libere».
Dell’esponente dell’area Davvero dice anche: «Festa è notoriamente una persona che mi è ostile, non è una novità e anch'io non condivido nulla di quello che fa, di come fa politica e come agisce nei luoghi istituzionali». Ma al di là della schermaglia verbale, è nel merito della questione che la replica di Iannaccone non esclude colpi e afferma chiaramente: «Non ritengo ci sia posizione politica, ma una valutazione di merito perché ritengo che con l’emendamento presentato si favorisce gioco». Insiste spesso sulla circostanza che «in nessun Consiglio d’Italia sono stati portati in maniera così veemente gli interessi dei gestori delle sale scommesse, per cui ci si dovrebbe interrogare, in maniera tale da provocare una spaccatura nella maggioranza perché questa volta, tranne un caso, l’opposizione è stata unita nel votare il regolamento».
«Per quale ragione – continua - il responsabile delle relazioni istituzionali di Eurobet, la multinazionale delle sale scommesse, si è scomodato a venire ad Avellino? Evidentemente non è vero che il giro di soldi è minimo e significa che c'è una quantità di danaro importante, diversamente questo signore molto garbato e che ho ricevuto anch’io dopo la commissione non sarebbe venuto. E qual è la ragione per cui mi dice di aver trovato un muro a Napoli, dove la distanza minima delle sale gioco dai luoghi considerati sensibili è 500 metri, mentre qua nel Comune di Avellino gli è stato steso non un tappeto rosso ma, lasciatemi dire, un tappeto verde, per cui le istanze dei gestori delle sale scommesse hanno condizionato a tal punto la vita del consiglio comunale di Avellino da determinare il mancato raggiungimento del quorum? A questi interrogativi non so e non posso rispondere, ma mi fanno andare avanti ancora con maggiore determinazione per tentare di approvare un regolamento».

Iannaccone di lato 12102017
Iannaccone è dunque fermamente convinto della bontà del lavoro svolto e afferma: «Il "copia e incolla" non ho fatto io. Stamattina ho il piacere di mostrarvi il regolamento vero, che ha avuto il voto favorevole unanime delle commissioni referenti, e il regolamento "appezzottato", questo sì "copia e incolla" che assorbe gli emendamenti fantasma che mi sono stati consegnati anche con una scritta a penna, quindi è facile risalire all'estensore con una perizia calligrafica. Quello in cui facendo finta di essere più rigorosi, dicono che le sale si devono spostare in un anno invece che tre e prevedono però che le sale scommesse restano dove sono e che le prossime potrebbero essere aperte paradossalmente anche nelle palestre, nelle scuole, perché a poca distanza cambia poco. Questo è il regolamento che avrebbero proposto i tutori della salute pubblica, delle famiglie, dei giovani e di tutti coloro che purtroppo inseguendo un sogno mosso da un bisogno affollano le sale gioco».
«Il nostro regolamento – ribadisce - è stato il frutto di una riflessione molto lunga e molto partecipata, ma nel Consiglio comunale di Avellino abbiamo una sorta di supercommissione che si occupa di tutto, perché nello stesso verbale del 21 giugno 2016 c’è l’audizione di un esperto di ludopatie e nel pomeriggio quella del presidente dell’Asi Vincenzo Siringano, quindi si è occupata anche di partecipate. Ci troviamo di fronte a un classico caso di dissociazione di personalità – commenta -, come dottor Jekyll e mister Hyde: una prima faccia buona che ha ascoltato questo avvocato Riccardo Vizzino, non un medico o uno psichiatra ma un esperto di ludopatie, che però ha lasciato una traccia importante perché ha detto che i comuni devono adottare dei regolamenti e farli rispettare e che aumenta il numero dei minorenni nelle sale gioco; dopodiché la faccia cattiva dice che questo regolamento fa chiudere le sale ma un provvedimento di spostamento delle attività è stato fatto per le officine, i distributori di carburanti, gli ambulanti e non proponiamo la chiusura ma delocalizzazione, e c'è stato chi essendo più spericolato, ma io dico irresponsabile, ha sostenuto che chi entra nelle sale gioco non è a rischio».
«Sono certo che i consiglieri che sostengono questa tesi sono convinti che le sale devono rimane dove sono perché non fanno danni né procurano allarme – sostiene ancora Iannaccone -, anzi si preoccupano che chi ha investito perde. Io in una sala del genere non ci sono mai entrato, ma penso ci siano banchi e computer che si possono facilmente spostare non abbiamo fatto nessuna azione di sterminio, eppure ci accusano che siamo stati noi a favorire gioco d'azzardo»
«Qualcuno mi è venuto a incontrare e ho detto di non fare pressioni – dichiara inoltre Iannaccone - c'è stato chi suggeriva la chiusura totale e chi invece chiedeva perché 300 metri se a Napoli sono 500. Ma noi abbiamo escluso il centro storico, come perimetrato nel piano regolatore, perciò penso che abbiamo prodotto un regolamento efficace, altro che favorire il gioco. Ho anche dissuaso queste persone dall’andare in Consiglio e ci sono atti ufficiali che dimostrano il loro attivismo notevole. Ad esempio, il dottor Francesco Cioffi legale rappresentante della Società italiana scommesse, gestire in Avellino per conto del concessionario Eurobet, fa una serie di riflessioni per dire che è un regolamento che ammazza il settore, che ad Avellino ci sono 20 negozi e 10 corner che occupano circa 200 unità che rischiano il posto. E dicono, e la tesi è stata sposata in pieno, che una disciplina particolare va adottata per i corner, mentre io ho detto di smetterla di spingere e che è un regolamento equilibrato a cui dovevano adeguarsi»
L’assessore replica inoltre all’accusa di non aver costruito il regolamento sulla base di uno studio specifico: «Abbiamo dato il patrocinio a uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità, curato dalla dottoressa Roberta Pacifici, che prevede due lotti, uno sugli adulti e uno sugli studenti che saranno ascoltati e avremo risultati, con buona pace di Melillo che dice che non è stato studiato il fenomeno. Per studiare si legge – prosegue - e vorrei dire a Melillo che l’allarme è talmente alto che sempre all’Istituto Superiore di Sanità dal 2 ottobre 2017, quindi non un secolo fa, ha attivato numero verde dedicato a chi ha problemi legati al gioco d'azzardo che dà informazioni su tutte le risorse eventualmente presenti sul territorio e dedicate, quali i servizi sanitari dedicati al trattamento del disturbo da gioco d’azzardo. Quindi, questo fenomeno sta preoccupando, come quando si dice che c'è una epidemia di influenza e bisogna vaccinarsi. Noi daremo chiaramente assistenza all’ISS e si sono resi disponibili su un mio invito a venire a spiegare in conferenza stampa come si procederà e quali sono i risultati»
Stessa decisione quando Iannaccone afferma: «È stato detto che altre città come Bergamo hanno perso i ricorsi, ma è una falsità perché li hanno vinto tutti. La Corte Costituzionale ha sancito che sono i Comuni a regolamentare e c’è la legge regionale 57 dell’agosto 2014 che dice che l’ente promuove misure volte alla prevenzione, al contratto del rischio e poi prevede che i Comuni possono dettare, nel rispetto delle pianificazioni, previsioni urbanistico territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco. Noi abbiamo quindi fatto la nostra parte e abbiamo la coscienza tranquilla. Se ritengono che il loro regolamento "appezzottato" contrata di più il gioco d’azzardo vengano a fare una battaglia in Consiglio e se avranno i numeri passerà il loro regolamento. Nessuno ha intenzione di contrastare il Consiglio comunale, ma per ora le loro posizioni sono emerse solo sulla stampa vedremo cosa succederà in aula. Spero si faccia in breve tempo. Intanto voglio parlare con il sindaco per valutare se sia il caso di fare un’ordinanza che nelle more blocchi le concessioni, nelle more dell’adozione del regolamento o faranno tuti la corsa ad aprire in questo momento in un luogo affollato e semmai vendono pure, perciò diventa un investimento. Ritengo sarebbe opportuna una moratoria almeno per tre mesi».

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