Botta e risposta a distanza sulla vicenda dei biglietti omaggio del teatro "Carlo Gesualdo" di cui hanno beneficiato alcuni amministratori, tra il consigliere del gruppo "Si Può" Giancarlo Giordano e il sindaco Paolo Foti. Il primo torna in argomento nel corso della conferenza stampa convocata stamattina dal suo gruppo insieme al capogruppo di "La svolta inizia da te", Dino Preziosi, per fare il punto dopo l’ultimo Consiglio e indicare l’agenda delle due formazioni di opposizione alla ripresa dalle ferie estive. Il secondo risponde alle sollecitazioni degli organi di informazione durante la conferenza stampa tenuta insieme all’assessore Costantino Preziosi sul progetto di riqualificazione del Mercatone.


«Dico ufficialmente che personalmente ho sempre sottoscritto due abbonamenti, uno per me e uno per mia moglie, di cui ho le tracce contabili, perché ho sempre emesso assegni di conto corrente dal mio conto personale». Questa la replica del primo cittadino Paolo Foti all’invito di Giordano a chiarire almeno la propria posizione: «Penso che il sindaco, che pone una questione secondo me legittima, cioè quella della privacy, anche se mi pare che il numero di biglietti ricevuto non rientri tra i dati sensibili di una persona, possa disporre della propria privacy – afferma il consigliere - e spiegare alla città quale è stato il comportamento del primo cittadino e se è stato di buono o di cattivo esempio per i suoi consiglieri. Della propria privacy il sindaco dispone, quindi lo faccia di fronte alla città».
Foti da parte sua ribadisce di non aver usufruito di alcun ingresso gratuito: «Ho pagato gli abbonamenti per il Gesualdo, perché ritengo che dovessi contribuire al sostentamento finanziario del teatro – spiega -. Come mi è stato riferito dall'organo amministrativo, ma è di tutta evidenza, al sindaco, che nella sua qualità è proprietario del teatro, venivano messi a disposizione due abbonamenti per eventuali ospiti o promozioni, che io ho accettato e utilizzato per ospiti o promozioni. Però, il mio ingresso personale al teatro – rimarca -, mio e di mia moglie, è stato sempre pagato, quando ero un semplice cittadino e da quando sono sindaco, con assegno di conto corrente personale».
Foti aggiunge inoltre: «Se qualche volta è accaduto che io ho chiesto un biglietto di ingresso, l'ho chiesto sempre per ospiti che ne avevano fatto richiesta al sindaco. Ma saranno potuti essere 2,3 o 4, non lo ricordo neanche, in questi anni e sono attività di carattere istituzionale che vengono normalmente fatte in tutti i teatri italiani».
Foti conferma poi quanto già detto due giorni fa circa l’eventuale pubblicazione dei nomi di amministratori di piazza del Popolo inclusi negli elenchi: «Insisto nel dire che dovrò verificare se vi sono condizioni preclusive alla pubblicazione dei nomi dei beneficiari dei biglietti gratuiti, perché vi sono in corso una indagine penale e una indagine della magistratura contabile, oltre al fatto che non ho alcuna intenzione di violare il diritto alla privacy. Chi ha denunciato in Consiglio comunale questa questione, visto che grida allo scandalo, lo faccia lui – dice all’indirizzo di Giordano -. Io non ho nessun obbligo a fare qualcosa che deve essermi indotta dalla volontà altrui».
Diversa la posizione del consigliere di opposizione, che dice di aver letto «avvilito, le dichiarazioni del sindaco sul teatro dopo il Consiglio. Di miserevole – commenta Giancarlo Giordano - c’è solo il comportamento di alcuni consiglieri». Poi nuovamente rivolto al primo cittadino: «Se poi proprio vuole fare un buon servizio, pubblichi la parte di lista che non riguarda privati cittadini o funzioni dello Stato, che giustamente erano invitate con regolarità a teatro, perché il teatro è un luogo in cui si trovano anche le autorità. Quello che mi dispiace e già l'ho detto è che non ho mai trovato la lista dei vecchietti del Rubilli, per esempio, invitati a vedere Massimo Ranieri, perché ogni tanto un giorno di gioia il teatro lo può pure regalare a queste persone».
Giordano resta invece fermo nel ribadire che «ai consiglieri non spetta nulla, non spetta nessun biglietto omaggio per nessuna manifestazione pubblica a pagamento che si svolga in città. Io ho denunciato un malcostume che è stato quello di approvvigionarsi di biglietti gratis da parte di taluni consiglieri comunali: il gruppo PD ha utilizzato 320 biglietti nell'arco di tempo che abbiamo controllato, dal 2014 al 2016, e onestamente ci sembra un'enormità».
«Qualcuno ci ha detto che abbiamo scoperto l’acqua calda ma noi, come facciamo sempre, abbiamo denunciato questo abuso quando abbiamo avuto le carte – puntualizza quindi Giordano -, perché non ci piace che ci siano le carte truccate quando c’è una sfida davanti (le amministrative del 2018, ndr.). La partita non si deve imbrogliare. Il sindaco davanti a una cosa così miserevole ha pensato bene di attaccare Cipriano, ma non è la lista di Cipriano, è l’elenco della biglietteria fornito alla segreteria generale del Comune e da questa a noi».
Secondo Giordano, quindi, «il sindaco sbaglia a dire che c'è stata una manipolazione nella creazione di questo caso. La manipolazione sbagliata è stata fatta su una cosa che non si deve fare e cioè approfittare di una posizione pubblica per risolversi qualche fatto privato, fosse anche la miseria di non voler pagare il biglietto al teatro. Noi ci troviamo di fronte a un fatto che, per quanto è esteso, concorre a creare consenso in questa città: poter dare un biglietto in più, farsi bello e potente perché lo si può dare e farsi forte di una funzione che, in realtà, non prevede questa possibilità. Quello che vogliamo – afferma - è che questo malcostume sia tolto di mezzo e, soprattutto, che il teatro venga trattato con la dignità che una struttura culturale come quella deve avere. A questo scopo – annuncia -, stamattina chiediamo al presidente del consiglio Livio Petitto di convocare subito dopo Ferragosto il comitato di gestione del teatro, visto che il loro datore di lavoro è il Comune, perché leggiamo interviste preoccupate e preoccupanti di chi, avendo accettato un incarico, oggi dice che non sa che farne. Ho letto le dichiarazioni del presidente Caputo che dice di affidare con urgenza la stagione al Teatro Pubblico Campano ed è una permessa secondo me sbagliata – chiarisce -. Se non si è in condizione di fare un buon lavoro, ci si dimette; se si resta lì, si fa bene il proprio lavoro».
Giordano denuncia ancora una volta che «il teatro resta nell’opacità più assoluta. Non si sa nemmeno se apre, si sa solo che i soldi non bastano, ma questa situazione di preallarme per giustificare l’urgenza non è più accettabile, il ritardo non può creare urgenza. Chiariamo le cose: il teatro non è una cosa privata dei consiglieri di maggioranza o del sindaco, appartiene alla città e a settembre o ottobre, quando partirà la stagione teatrale, se partirà la stagione teatrale, questo andrà restituito interamente ai cittadini – conclude - e non a chi approfitta di una funzione rendendola anche un po' miserabile».

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