Con 14 voti favorevoli, l’astensione della consigliera Adriana Percopo e l’uscita dai banchi dei consiglieri di opposizione dei gruppi "Si Può" e "La svolta inizia da te" il conto consuntivo per il 2016, nella forma e nella sostanza lo stesso atto che era stato portato in aula e poi ritirato lo scorso 19 luglio, ottiene finalmente il via libera, ma a segnare lo svolgersi dei lavori consiliari è, come già ieri sera (leggi qui) una sequela di contestazioni provenienti dai componenti della minoranza, sia sul documento proposto dall’amministrazione, sia sulla gestione dei lavori da parte della presidenza.


E come già ieri sera con l’assessore Teresa Mele, non soddisfano nemmeno le repliche dell’assessore alle Finanze Maria Elena Iaverone alle pregiudiziali poste all’approvazione del rendiconto di gestione dal consigliere Dino Preziosi, su tre diverse cifre relative all'importo cassa al 31 dicembre 2016 rispettivamente per l'ente, per i revisori e per il tesoriere; sulla mancata attestazione della congruità dei fondi da accantonare da parte del collegio dei revisori; sulla mancata copertura minima del 36% dei servizi a domanda individuale che l'ente comunale sostiene di non essere obbligato ad assicurare; sull’assenza tra gli allegati obbligatori previsti dal Tuel del conto degli agenti contabili interni ed esterni, con la sola eccezione del conto dell'economo; sulla mancata presenza dell’allegato relativo al rendiconto consolidato dell’istituzione teatrale "Carlo Gesualdo", attiva e operante nel 2016, per cui chiede Preziosi chiede al segretario Riccardo Feola l’invio degli atti (inclusa la trascrizione stenografica della seduta) alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti per accertamenti.
Preziosi ne avrebbe altre, ma le ritira: «Inutile porne altre quattro - afferma - se non si comprende nemmeno di che sto parlando». Il consigliere si mostra deluso dalle risposte dell’assessore che dichiara la contrarietà dell’amministrazione alle pregiudiziali rivolte al parere dell’organo di revisione e sostiene di poterle solo trasmettere al collegio dei revisori. «Quando il sole è basso, i nani diventano alti», commenta il capogruppo di "La svolta inizia da te" parafrasando Kraus e richiama le conseguenze di passati bilanci sulle criticità che ancora oggi denuncia a cominciare dai 7mnl e 700mila euro di ingiunzioni fiscali. «Non sono crediti certi ed esigibili e, dopo che l'assessore aveva detto che il Comune era uscito fuori dai problemi in una conferenza stampa piena di entusiasmi, i fatti sono stati completamente diversi, ha dovuto nuovamente dichiarare l'ente strutturalmente deficitario e gli effetti si ripercuoteranno nell'anno successivo sui servizi a domanda individuale».
«Di 157mln euro di residui attivi, sono stati incassati solo 28mln di euro – continua - e sui residui passivi sono indicati importi per 129mln di cui sono stati pagati in conto residui solo 40mln. Quando abbiamo sollevato queste cose siamo stati additati come persone che volevano creare problemi, ma oggi abbiamo scoperto un metodo nuovo: essere contrari senza sapere di che si sta parlando. L’opposizione è controllo e quando evidenzia delle enormità e la maggioranza non si prende la briga di verificare è chiaro che il nostro ruolo è nullo. Dobbiamo finirla con questa "potecarella" che vale per tutto».
Preziosi chiede, quindi, che sia spiegata ogni singola voce del bilancio: «Non ci fidiamo più di come viene svolta la contabilità qui dentro – afferma - e votare senza avere un minimo di conoscenza non fa parte della nostra natura. Inoltre, non so qual è la spesa per il personale, ma avevo chiesto la presenza in aula dell'organismo di valutazione per capire il riconoscimento delle premialità. Ci dobbiamo chiarire su questo, perché bisogna pagare bene chi rende un servizio efficace ed efficiente e, se dovessi individuare una parte che si è distinta per qualcosa, avrei difficoltà».
La denuncia di Francesca Di Iorio riguarda invece i dipendenti delle cooperative che lavorano presso l’Acs: «È una partecipata al 100% comunale e l'ente deve esercitare il controllo che è il suo compito principale. Al di là di un credito di 841mila euro a fronte di un debito di 444mila, gli operatori non ricevono gli stipendi da 13 mesi, ma siete tranquilli perché ieri avete votato la convenzione dei servizi sociali».
Anche la capogruppo di "Si Può" Nadia Arace torna sulla scorsa seduta per sottolineare che «la maggioranza con oppositori a giorni alterni che ieri ha assicurato 19 voti alla convenzione dei servizi sociali oggi è liquefatta». Poi commenta che «l’esito dell’attuazione della programmazione di un anno accompagnato dalla dichiarazione di ente strutturalmente deficitario è la sintesi perfetta di una politica fallimentare. Mi stupisce che solo tre mesi fa l’assessore al bilancio è venuta in aula a dire è tutto in ordine, puntuale e trasparente. Del previsionale avete detto che era un bilancio politico – aggiunge -, perciò o non avete programmato bene o non avete controllato bene la spese. Avete contestato l'eredità di Galasso, ma quale eredità lascerete? Un ente più povero, un teatro chiuso, una Acs con un debito, i servizi a domanda individuale aumentati e non sono cose noiose – precisa -, ma mense e scuolabus».
«Stasera la tecnica serve a coprire la mancanza di politica», esordisce Giancarlo Giordano prima di ribadire che quello in carica è un governo di minoranza che poi accusa di utilizzare, per esserlo, «arbitrio e prepotenza con forza invidiabile». «Costringere un consiglio intero, anzi no, a riunirsi a cavallo di Ferragosto per coprire le proprie incapacità – commenta l’esponente del gruppo "Si Può" - e farlo passare come un approfondimento senza nemmeno spiegare cosa si è approfondito, mettere in fila quattro "stroppale" per dire perché si è contrari non si fa. Come non si fa che si arriva in capigruppo e si impone una data senza interferire con le ferie degli abbronzatissimi consiglieri comunali né con le proprie, perché le proprie ferie sono sacre e delle presunte ferie di altri, chi se ne frega. È così che si rompono i rapporti, in assenza della mediazione della politica, e si finisce più brevemente a chiamare in causa la magistratura».
Di fronte ai consiglieri di maggioranza in numero ridotto rispetto a ieri, Giordano incalza: «Stasera non ho ascoltato nessuna tirata sulla responsabilità dalla consigliera Ambrosone. Il silenzio è stata la vostra responsabilità e la manina alzata, di tutti quelli che ci stanno. Perché ieri invece eravate tutti qui: c'era la ciccia, gli incarichi, il potere da gestire tra le correnti del Pd e qualche osso da dare a questi microscopici gruppetti che vi portate appresso. Oggi tornate a essere di minoranza». Giordano non risparmia nemmeno stoccate all’indirizzo di Gianluca Festa, assente stasera ma non ieri come anche  Tonino Genovese e Giuseppe Negrone, e di Nicola Poppa a cui contesta in particolare di «chiudere mediazioni che non sono state spiegate in quest'aula».
Anche il giudizio sugli esiti dell’azione amministrativa realizzata fin qui è negativo e ribadisce quanto espresso già da Arace: «L’assessore Iaverone, ebbe a dire che era il primo bilancio politico di questa giunta, dopo che per rincorrere le urgenze non avevate avuto il tempo di programmare. Stavolta avete programmato talmente bene che siete arrivati allo stesso punto: ente strutturalmente deficitario. E stasera la colpa era degli indicatori di legge: abbiamo scoperto che questo ente è gestito male per colpa degli indicatori di legge. Voi non avete colpa, davvero? Ma dare la colpa alle passate amministrazioni significa parlare anche di sé dopo 5 anni e, invece, non ho sentito una parola sulle responsabilità di questa amministrazione. Ha molta più presa un piccolo scandalo come il teatro (leggi qui) che non una porcheria come il piano di zona. Ci ho riflettuto. Qui ogni angolo, ogni curva, ogni porta è la via che porta a una richiesta, che è la richiesta della malapolitica».
Per la cronaca, con velocità ancora maggiore rispetto al rendiconto, all’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio 2017 - 2019 si arriva dando per letta la relazione dell’assessore.

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