«Oggi facciamo un grande passo in avanti per la città, grazie all’impegno di tutti: il silos grande che svettava al di sopra dei cancelli ed era visibile da tutto Borgo Ferrovia e da buona parte della città, adesso non c’è più. La bestia è stata abbattuta». L’assessore all’ambiente del Comune di Avellino Augusto Penna commenta così la conclusione delle operazioni di posa a terra del sito di maggiori dimensioni all’interno del sito dell’ex Isochimica. Un lavoro iniziato attorno alle 6.00, dopo che le due grandi gru erano state posizionate già ieri, e terminato a metà mattinata quando la buona riuscita dell’intervento è stata salutata con un brindisi.


«Sono molto emozionato – afferma Augusto Penna poco dopo - e vorrei ringraziare tutti coloro che hanno lavorato alacremente a questo progetto, con grande dedizione e affrontando una serie di difficoltà, a partire dal responsabile del progetto Michelangelo Sullo, all’architetto Salvatore Porreca, tutti i tecnici e gli operai della ditta PMT Ecologia e della Vera Ecologia, l’altra ditta che sta dando una mano (leggi qui), e ringrazio il sindaco Paolo Foti, che come ho già detto potrà essere ricordato come il sindaco che ha bonificato l’Isochimica. Ringrazio tutti i consiglieri comunali che hanno seguito questa vicenda con attenzione, e quanti, un po’ più distratti nel passato, adesso hanno rimediato alle passate distrazioni. Oggi, inoltre, vorrei ringraziare anche il procuratore della Repubblica Rosario Cantelmo che ha imposto una nuova coscienza civica a questa città».

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Con il medesimo spirito, Penna manifesta gratitudine anche nei confronti dei cittadini del quartiere che si sono spesi in ogni modo perché la vicenda Isochimica uscisse dall’oblio. «Devo dare atto che fino a poco tempo fa la questione Isochimica era stata un po’ sottovalutata da parecchi – sottolinea ancora il delegato all’ambiente -, sia da chi faceva parte delle istituzioni, sia da chi non ne faceva parte ma ne condizionava un po’ le attività. La nuova coscienza ambientale e civile nasce grazie al lavoro e all’azione dei comitati a cui si deve gran parte del lavoro di sensibilizzazione, tanto che stamattina li ho invitati a partecipare a questo momento importante, perché è stata necessaria un’attività continua di sollecitazione delle coscienze, dei cittadini e anche degli amministratori».
Conclusa le delicatissime operazioni di calo a terra del silos da circa 20 metri, «il prossimo passo, con cui chiuderemo questa prima fase della bonifica, appaltata per circa 1mln di euro, sarà lo smaltimento del silos che avverrà nei prossimi giorni – spiega - e a settembre inizieremo con la progettazione definitiva della grande bonifica superficiale di questa area. Il progetto preliminare è stato già approvato a gennaio scorso dalla giunta e l’intervento è stato finanziato con fondi regionali e nazionali – ricorda l’assessore -, per cui ringrazio anche regione e governo per l’attenzione dimostrata rispetto a questo nostro grande problema che sta per diventare una risorsa per la città. Ad oggi le strutture più pericolose, cioè i cubi più deteriorati che sono stati portati via (leggi qui) e si è lavorato per la rimozione dei due silos che erano in condizioni più precarie per cui con il tempo sarebbero ulteriormente degradate, quindi le condizioni di sicurezza sono state ristabilite. Ora c’è il problema di portare a nuova vita quest’area – prosegue Penna -, cosa che, come dicevo, inizierà da settembre. Appena avremo redatto il progetto definitivo, è nostra intenzione attivare il lotto relativo alla messa a discarica di tutti gli altri 536 cubi di amianto che si trovano all’interno del sito. Successivamente si procederà alle operazioni di abbattimento degli edifici e poi chiaramente ci sarà da pensare al destino dell’area, ma non tocca a questo assessore che già viene accusato spesso di fare cose che non deve fare».
La stesura del progetto esecutivo di bonifica, come è noto, vedrà lavorare accanto al Comune di Avellino l’istituto Superiore di Sanità e gli esperti degli atenei di Salerno e della Federico II di Napoli grazie all’accordo stipulato con il Centro Universitario per la Previsione e Prevenzione Grandi Rischi (C.U.G.R.I), mentre dall’Arpac, spiega l’assessore, «non abbiamo ancora avuto una risposta chiara e soddisfacente».

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