Si terrà mercoledì prossimo quello che dovrebbe essere l’ultimo incontro del tavolo tecnico per definire alcuni dettagli della carta dei servizi, prima della sottoscrizione del contratto fra il Comune di Avellino e la società Irpiniambiente per la gestione della raccolta differenziata nella città capoluogo. Il piano prevede, probabilmente dal prossimo mese di settembre, l’adozione del sistema porta a porta per tutte le frazioni e sull’intero territorio cittadino, sia per le utenze residenziali sia per quelle commerciali anche se ovviamente con una frequenza diversa di raccolta, con la conseguente rimozione totale di tutti i cassonetti attualmente utilizzati per il conferimento di carta e cartone, dei contenitori in plastica e di quelli in vetro.


Oggi un primo confronto per approfondire, appunto sotto il profilo tecnico, alcuni aspetti del servizio, che includerà oltre alla raccolta dei rifiuti anche lo spazzamento delle strade e interventi per il decoro urbano, come ad esempio lo sfalcio dell’erba. Presenti al tavolo, anche l’assessore Augusto Penna e l’amministratore unico Irpiniambiente Nicola Boccalone, «più per un supporto istituzionale», spiega il delegato all’Ambiente della giunta avellinese che definisce il passaggio della contrattualizzazione come «una tappa importante perché il Comune di Avellino potrà avere sotto controllo la gestione del servizio. Sono fiducioso, perché i tempi ci dicono che potrebbe essere tutto pronto per la prossima settimana».


In vista dell’avvio del nuovo sistema, entrambe le parti hanno inteso fissare nella carta dei servizi ogni dettaglio «perché è volontà dell’amministrazione e anche di Irpiniambiente indicare precisamente quali sono i servizi – afferma Penna -, le strade servite, i tempi di raccolta dei rifiuti e di spazzamento e sfalcio dell’erba, in modo che anche la cittadinanza sia informata sul servizio e sulle modalità con cui si svolge e possa adattarvisi ma anche per un controllo rispetto alle attività che l’azienda deve garantire».
Proprio la possibilità di effettuare un controllo, stavolta in capo al Comune, costituisce il punto focale della contrattualizzazione con il gestore, evidenziato ancora una volta dall’assessore Penna, che ne ha sottolineato la valenza fin dai mesi scorsi e mercoledì prossimo al tavolo prenderà parte anche una rappresentanza del Comando di Polizia Municipale deputato appunto ai controlli.
«Dopo circa vent’anni, finalmente, il Comune di Avellino siglerà un contratto con il suo gestore del servizio di raccolta differenziata, dopo la contrattualizzazione che risale agli anni ’90 che fu stretta tra il vecchio consorzio per lo smaltimento dei rifiuti, il Cosmari, e l’azienda che svolgeva il servizio (l’Asa Spa, ndr.). Successivamente, c’è stata la provincializzazione del ciclo dei rifiuti e Irpiniambiente è subentrata ai vecchi contratti, ma il Comune di Avellino non ha avuto, fino ad oggi, la potestà contrattuale per riformare il servizio, cosa che è possibile grazie a un’apertura dell’amministrazione della società».
Il traguardo è quello indicato dalla norma, che prevede il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro gennaio 2018; il costo dell’operazione lascia, però, invariato l’impegno di spesa per il Comune, fissato a circa 12,5mln di euro all’anno, anche se alla raccolta si aggiungeranno ulteriori servizi. «I costi della gestione si dividono in due parti: la prestazione del servizio, che si basa sui costi della manodopera e delle operazioni – chiarisce Penna - e la quota per lo smaltimento, che è molto elevata. Poiché la percentuale di raccolta differenziata ad Avellino è così drammaticamente bassa, siamo infatti intorno al 35%, di contro c’è un 65% di frazione indifferenziata su cui c’è un costo enorme per lo smaltimento. Invertendo il segno (cioè aumentando la percentuale di raccolta differenziata e diminuendo l’indifferenziata), la differenza di costo è stata utilizzata nel contratto per gestire i nuovi servizi che sono lo sfalcio dell’erba e il decoro urbano in generale».

I costi, comunque, non aumenteranno nemmeno in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo posto al 65% di differenziata, «perché siamo riusciti anche grazie alla buona volontà del gestore, a inserire una clausola – prosegue Penna - per cui fino a che non si raggiunge il 65%, il pagamento a Irpiniambiente seguirà la vecchia tariffazione, al 65% scatterà la nuova e, in caso di superamento della soglia indicata dalla norma, abbiamo anche introdotto una premialità per cui la differenza viene divisa tra Comune, che distribuirà a sua volta premialità ai cittadini virtuosi, e la società, che sarà quindi ugualmente interessata a ottimizzare il servizio».

Primo passo verso l’attuazione della differenziata spinta, una «campagna di informazione importante – annuncia l’assessore - in modo che il piano entrerà in azione gradatamente e ci sarà sicuramente un periodo di transizione. Ciò che è importante è avviare questo processo e fare sì che vada a regime nel tempo più rapido possibile. Non ci aspettiamo miracoli dall’oggi al domani, ma è chiaro che innescare percorsi virtuosi e positivi, darà sicuramente buoni frutti».
Ottimista anche il manager Nicola Boccalone: «Sono fiducioso, lo sono sempre, ma avverto anche la convergenza da parte di tutti ad affrontare questa fase con un piglio risolutivo. Abbiamo avviato un percorso per arrivare a definire tutti i dettagli perché, come si dice, prevenire è meglio che curare, perciò è meglio precisare in ogni aspetto le azioni da mettere in campo, così come abbiamo fatto in tutte le altre comunità».
«Questa è una sfida veramente importante, che si gioca in tre, cioè l’amministrazione, la società e la comunità, che sicuramente è pronta per recepire questa rimodulazione delle attività che la coinvolgerà nel complesso – continua -. Sono previste una serie di iniziative di accompagnamento lungo il percorso e, come ha evidenziato l’assessore, il livello della comunicazione sarà adeguato allo scopo, nel tentativo di arrivare quanto prima al livello medio della provincia e quindi al raggiungimento del limite di legge del 65% di differenziata entro il prossimo gennaio. Quindi partiremo, tutti insieme, con la consapevolezza che la sfida sul servizio pubblico è la sfida più importante, quella che qualifica i territori e dunque ci vede tutti coinvolti. Diciamo che questo metaforicamente potrebbe essere il rettilineo di arrivo di una corsa automobilistica, il rush finale, e in fondo vediamo sicuramente il traguardo».
Se il contratto salutato da Comune e gestore come un passaggio fondamentale non è stato formalizzato prima, è per via della situazione che si è originata molti anni fa pe cui «la società gestiva il servizio "ope legis" – spiega nuovamente l’assessore Penna - in virtù di una norma nazionale che valeva solo per la Campania, perché emanata in seguito all’emergenza rifiuti, che aveva provincializzato il ciclo integrato dei rifiuti. L’Irpinia è stata l’unica in Campania che si è attrezzata a seguito di quella legge e ha istituito una sua società totalmente controllata dalla Provincia alla quale ha affidato tutto il ciclo per tutti i comuni e che è subentrata a tutti i contratti precedentemente in essere. Attualmente la condizione generale è un po’ cambiata e la nuova normativa regionale che riaffida il ciclo dei rifiuti ai Comuni, seppure in forma associata, ha fatto sì che ci sia stata anche una maggiore volontà da parte della società a contrattualizzare, prima che questo vada a regime. C’è anche da riconoscere la buona volontà e l’impostazione della nuova amministrazione della società, nonché la nostra buona volontà rispetto a questo. Sono insomma cambiate una serie di condizioni che ci portano ad andare in questa direzione – conclude Penna - che ritengo sia una soluzione positiva».

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