Ci sono anche i piccoli allievi della III A dell’Istituto Comprensivo "Regina Margherita" a celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate in cui si ricordano doverosamente anche i caduti di tutte le guerre. Una trentina i ragazzini accompagnati dalle insegnanti Annamaria Loffredo e Loredana Ragazzo che hanno preso posto accanto allo schieramento dei reparti...

 

dell’Esercito, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria e dei Vigili del Fuoco. In prima fila per non perdere il momento più toccante della mattinata, con la deposizione di tre corone di alloro ai piedi del Monumento ai Caduti, alla presenza delle massime autorità militari.

In successione sfilano il Prefetto di Avellino Carlo Sessa, quindi il sindaco della città Paolo Foti e infine, in rappresentanza della Provincia, il consigliere Girolamo Giaquinto, che sostituisce il presidente di Palazzo Caracciolo, Domenico Gambacorta, impegnato a celebrare la stessa cerimonia ad Ariano Irpino, dove indossa la fascia di primo cittadino.

Prima, però, i piccoli hanno unito le loro voci a quelle dei militari e del pubblico presente in via Matteotti intonando l’Inno nazionale e facendo sventolare tanti tricolore. Di fronte a loro, dall’altro lato della strada, i rappresentanti delle associazioni Combattentistiche e d’Arma presenti come sempre, non senza emozione, nel giorno in cui si commemorano le numerosissime vite sacrificate per la libertà e la democrazia.

Le stesse a cui fa cenno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel tradizionale messaggio letto alla cittadinanza di Avellino dal Prefetto Sessa, che poi, al termine della manifestazione, definisce «doveroso il saluto ai caduti». «Rendere onore a quanti hanno perso la vita per difendere la Patria è sempre un momento importante – aggiunge -, ma dobbiamo guardare anche avanti e le Forze Armate, come sottolineato anche dal Presidente Napolitano, lo stanno facendo e con molta attenzione».

«Sono state impegnate, soprattutto la Marina Militare – dice -, nell’operazione Mare Nostrum che ha avuto un grande successo e lo faranno ancora con Frontex. Ma tutte le forze guardano il futuro dell’Italia e anche dell’Europa con un atteggiamento diverso, attraverso l’intelligence e l’applicazione di nuovi sistemi di contrasto, come vediamo nello scenario nordafricano».

All’arrivo in massa di rifugiati lungo le coste italiane, fin nell’entroterra, come appunto l’Irpinia, fa riferimento anche il sindaco Foti: «Oggi le Forze Armate sono per lo più al servizio interno del Paese – rileva - e rispondono alle grandi emergenze legate ai flussi migratori. Ma questo fenomeno riguarda poi anche le comunità – ricorda-. Perché accogliere queste persone, che ritengo sia un dovere morale nonché umano, significa non poter non curarsene e non tener conto delle loro esigenze».

«Credo che l’accoglienza – prosegue il sindaco - deve anche poter prevedere forme di impegno per queste persone, perché penso che sia spiacevole vederle girare senza una meta e un’occupazione. Bisogna organizzare quindi, anche una sorta di offerta formativa, attraverso percorsi di apprendimento della lingua italiana, se hanno intenzione di restare in Italia, ma anche corsi di formazione per il lavoro, in modo da fornire loro una prospettiva di inserimento. Ritengo che l’accoglienza nella sua accezione più larga – conclude Foti - sia questo, dare opportunità di integrarsi, mentre altra cosa è la carità penosa che lo Stato può offrire».

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