Lunedì 15 ottobre 2018 per i tutor, lunedì 22 ottobre per gli istituti scolastici. Queste le scadenze delle iscrizioni alla quinta edizione di "Sport di classe", il progetto promosso e realizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano per diffondere l’educazione fisica e l’attività motoria nella scuola primaria.


Il ritorno dell’iniziativa per l’anno 2019 è stato presentato stamattina presso il salone del Coni di Avellino, con l’auspicio di superare la percentuale di scuole irpine che hanno aderito alla passata edizione (l’80%), con la tradizionale chiusura nell’ambito della manifestazione avellinese Sportdays che ha visto alternarsi in diverse giornate numerose scolaresche all’impianto di via Tagliamento.
Ulteriore auspicio, espresso sia dal referente del Coni di Avellino Giuseppe Saviano sia dal viceprovveditore Geppino Giacobbe, è che l’attività motoria possa estendersi anche agli allievi delle prime tre classi, come accade in altre regioni, dalle Marche al Veneto alla Puglia. «È il momento di investire anche sulla scuola di base – sostiene Giuseppe Saviano sul punto -, perché se prima non esisteva una letteratura scientifica riguardo all’attività motoria, adesso si possono dare risposte corrette anche per quanto riguarda una corretta metodologia. In questo modo – continua -, sarebbe garantito il diritto allo sport a tutti i bambini e anche i livelli occupazionali per tanti giovani colleghi».
Su questo fronte lo stesso progetto "Sport di classe" ha già prodotto i suoi frutti, impegnando lo scorso anno 500 docenti in tutta la Campania, di cui 50 nella provincia irpina. «Purtroppo, però, siamo ancora lontani dall’inserimento di una figura specifica per l’attività motoria nella scuola elementare – osserva Saviano - e gli insegnanti, per quanto preparati, non possono fare tutto».
L’idea ribadita da Saviano, una sorta di cavallo di battaglia per lui, è la necessità di «evitare una specializzazione precoce, che porta più danni che benefici e spesso comporta anche un abbandono precoce da parte dei ragazzini, e di puntare, in particolare per i più piccoli di 3-4 anni, sull’attività motoria piuttosto che sullo sport vero e proprio anche per i benefici secondari, per così dire, legati all’integrazione e importanti per l’acquisizione di altre conoscenze. Oltre a evitare i cosiddetti paramorfismi e disformismi e impostare un discorso di corretta alimentazione, l’attività motoria a scuola permette, infatti, a bambini con difficoltà motoria di non isolarsi».
Inevitabile un riferimento anche alle condizioni delle strutture per lo sport: «Ci sono situazioni abbastanza buone e altre invece del tutto negative e questa condizione si supera evitando di fare solo chiacchiere e puntando a investire risorse sulla costruzione di nuovi impianti – afferma -. Non è possibile avere palestre concepite 50 anni fa e io sono sempre stato convinto che la scuola deve essere migliore della propria casa. Perciò, non si possono sopportare palestre che sono grandi poco più di un pollaio ed è fondamentale che siano invece adeguate e aperte al territorio. Va detto anche che ci sono anche società sportive che non scelgono la "strada maestra" per l’utilizzo delle palestre – aggiunge -, mentre le regole vanno rispettate, dall’una e dall’altra parte».
«In favore di un avvio complessivo dell’attività motoria almeno nella scuola primaria», anche Geppino Giacobbe, convinto inoltre che «l’edizione 2019 di "Sport di classe", che continuerà sicuramente a innovarsi nel tempo, sarà anche stavolta una bella occasione per moltissimi ragazzi che di solito non fanno attività motoria». Rispetto a una maggiore diffusione dell’attività motoria e dello sport, Giacobbe lancia anche l’idea di aprire un tavolo di confronto con la partecipazione del Coni, del ministero dell’Istruzione, dell’Asl, degli enti locali e della scuola.
«"Sport di classe" è un progetto attraverso il quale si acquisiscono cultura e uno stile di vita sano – sostiene il presidente della Federazione Pallavolo Avellino, Felice Vecchione -, la cultura del corpo umano anche come abitudine a fare attività motoria».
«Avviare i bambini all’attività motoria è di fondamentale importanza – afferma infine Camillo Cuomo, referente provinciale dell’ambito territoriale di Avellino dell’Organismo Nazionale di Governance per lo Sport a Scuola -, si spera che possa esserci un costante incremento delle attività».

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