Dieci aule, una sala riunioni, un ufficio e servizi su ciascuno dei due piani e inoltre aree esterne sistemate anche con la realizzazione di un piccolo anfiteatro nello spazio del vecchio giardinetto antistante l’ingresso principale. Questi gli elementi di novità per il Liceo "P. Colletta" di Avellino che da domani potrà usufruire della nuova struttura, la cui costruzione (per un totale di 1mln e 590mila euro) è stata affidata a giugno 2015 alla CO.E.IM. di Cava dei Tirreni che ha poi avviato i lavori a fine maggio 2016 per completarli a inizio luglio 2018.

 

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All’inaugurazione, che coincide con la vigilia del nuovo anno scolastico, partecipano anche molti studenti dell’istituto superiore avellinese che come i tanti ospiti istituzionali presenti alla manifestazione non perdono l’occasione di un primo giro fra i nuovi spazi destinati ai ragazzi che frequentano il biennio. Ed è agli allievi di oggi, «cittadini di domani», che il prefetto di Avellino Maria Tirone si rivolge direttamente nel suo intervento, dopo il taglio del nastro al fianco del presidente della Provincia Domenico Gambacorta, della dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale Rosa Grano, del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Rosa D’Eliseo, della dirigente scolastica del "Colletta" Paola Anna Gianfelice.

«La normativa sulla sicurezza è dinamica, quindi la sicurezza è un bene che noi perseguiamo, non assoluto – osserva innanzitutto il prefetto Maria Tirone -. Ma ogni intervento che migliora la sicurezza del patrimonio scolastico è un passo in avanti importante. Come non basta la sicurezza fisica, per cui è necessaria la prevenzione rispetto alla diffusione degli stupefacenti, su cui ad ottobre avremo un incontro con i dirigenti scolastici per definire iniziative per garantire i nostri ragazzi, oppure a fenomeni degenerativi pessimi che definiamo bullismo. Anche la scelta costosa operata dalla Provincia di tenere le scuole sul territorio è importante, perché nelle scuole vi formate voi futuri cittadini di questo paese e dalla scuola, dalla conoscenza e dalla cultura viene la formazione della persona, la partecipazione alla vita del paese, la nostra libertà».
«Un concetto che ribadisco sempre è che non c’è libertà senza conoscenza, senza capacità di determinazione. Utilizzate bene questi anni: studiate, siate interessati alla vita del paese, leggete i giornali, fatevi delle idee, abbiate senso critico, con quella attrezzatura intellettuale che viene solo dallo studio. La libertà – rimarca ancora – è capacità di pensiero e non solo libertà fisica. Il liceo Classico è la scuola che ho frequentato, a cui sono affezionata, ma ogni corso di istruzione è idoneo a formare i cittadini e non ci sono primati. Vi faccio i miei auguri – conclude -, sognate sempre il vostro futuro»

Prendendo spunto dalle parole del presidente Gambacorta, il provveditore Rosa Grano commenta che «forse altrove in Italia abbiamo istituti più attrezzati, ma i dati ci dicono che non siamo gli ultimi. Quindi possiamo dire che gli sforzi fatti insieme alla Provincia hanno dato frutti. È stato un percorso ad ostacoli – ammette -, perché è difficile pensare anche in prospettiva, ma ce l’abbiamo fatta e sono anch’io del parere che la cultura debba essere assicurata ovunque. Abbiamo dato a tutti i ragazzi la possibilità di fare una scelta e non esistono istituti di serie A e di serie B, tutti hanno pari titolo, anche perché nella nostra complessità la società ha bisogno di più risorse. Questo è un istituto prezioso, frutto di tanti sacrifici, è un bene che dovete mantenere – dice poi ai ragazzi -. Il mio augurio, sulla scia di quello formulato dal prefetto, è che viviate la scuola come un’esperienza significativa. Il tempo che passate qui lo ricorderete, come porterete con voi il ricordo degli insegnanti, perché la scuola la fanno i dirigenti, ma soprattutto i docenti e il rapporto con loro diventa fondamentale nell’apprendimento. Anche ai docenti, che vivono tutti i giorni anche in condizioni non sempre di riconoscimento della loro funzione, noi dobbiamo i vostri esiti scolastici e questa è una provincia che si attesta per buoni esito scolastici, quindi abbiamo un’ottima organizzazione e un’ottima regia dei docenti. Dovete essere riconoscenti agli insegnanti che tutti i giorni si mettono in discussione e affrontano l’innovazione – conclude -, in un paese come il nostro che è quello che ne ha avuta di più».
Grano si sofferma poi sul preoccupante decremento della popolazione scolastica nella nostra provincia: «È un momento abbastanza critico. Abbiamo in media una perdita di 1500 alunni all’anno, però devo dire che, nonostante tutto, riusciamo a mantenere i livelli occupazionali, garantendo soprattutto i piccoli centri a volte anche con pluriclassi, ma assicurando il presidio in ogni comune. Per ora comunque è presto per parlare di eventuali accorpamenti, lo vedremo con il nuovo dimensionamento. Tenteremo di capire nei prossimi giorni quale sarà la nuova geografia per questa provincia».

Molto soddisfatto per il risultato raggiunto con l’apertura del nuovo edificio nello spazio di due anni, il presidente Domenico Gambacorta commenta che «quello di oggi è un bel giorno. Nel 2015 abbiamo trovato le risorse per finanziare questa struttura per una delle scuole più importanti di Avellino – continua - che aveva da tempo necessità di un intervento di ampliamento e dove ora abbiamo 10 aule in più e una sala conferenza. Abbiamo fatto presto e bene, anche se sono io a dirlo è bene sottolinearlo, con la collaborazione dei tecnici esterni che hanno lavorato alla progettazione, dei tecnici esterni, dell’impresa. In due anni abbiamo completato i lavori e tutte le certificazioni, perché i nostri tecnici hanno messo a posto il fascicolo del fabbricato in toto (accatastamento, collaudo statico, scia antincendio e agibilità, ndr.), e i ragazzi già da domani potranno frequentare in questi nuovi spazi tutto il biennio».
Gambacorta non nasconde le difficoltà affrontate dall’ente di Palazzo Caracciolo dal punto di vista finanziario e sottolinea il lavoro svolto malgrado gli ostacoli, senza sottrarre risorse alla scuola: «Sono stati anni in cui, per effetto dei tagli imposti alle Province con tre finanziarie consecutive, purtroppo ci sono stati tolti 3mld di euro tra 2014 e 2016, ma bene o male siamo riusciti a venirne fuori vivi e abbiamo comunque fatto investimenti molto importanti nel resto della provincia, a parte i poli formativi che stanno partendo dopo la fase di progettazione. Abbiamo fatto le verifiche sismiche – continua -, le analisi di vulnerabilità sismica, siamo intervenuti laddove c’è stata la necessità effettuare immediatamente dei lavori. Ora speriamo di approvare presto il progetto per la sistemazione del Liceo "De Luca", che è stato il primo istituto a essere "vittima" delle verifiche sismiche che noi stessi come Provincia abbiamo avviato».
«Dovendo tagliare anche noi, abbiamo ritenuto di non sacrificare i ragazzi, i docenti, le dirigenze soprattutto in considerazione dell’handicap che abbiamo rispetto al resto d’Italia – continua Gambacorta -, dove le scuole sono spesso alloggiate in scuole migliori. In provincia di Avellino abbiamo 56 scuole superiori ed è stata una scelta precisa fatta nel corso degli anni perché è giusto che anche nel Vallo di Lauro o in Alta Irpinia ci sia una presenza dello Stato attraverso un istituto che probabilmente sarebbe meglio accorpare, ma non è giusto sempre tagliare e gli enti locali devono fare degli sforzi. Per me quindi oggi è un giorno di festa e spero che anche i genitori siano contenti. Certo poi ce ne sono che si svegliano la mattina e fanno ricorso, ma questo è nella loro legittimità ed è un altro discorso».

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Un accenno indiretto alla vicenda del Liceo "Mancini", che domani tornerà davanti al Gup per l’udienza sulla perizia stilata dal CTU Maurizio Perlingeri e su cui ritorna (leggi qui) anche il consigliere provinciale delegato all’Istruzione Girolamo Giaquinto: «Domani sarà una giornata importante per una vicenda che ha assunto un carattere giudiziario, ma che dal punto di vista istituzionale ci ha visto avere sempre un atteggiamento sempre equilibrato e soprattutto consapevoli che il risultato ultimo è assicurare la qualità della struttura che dovrà ospitare i ragazzi. Noi lo avevamo fatto attraverso una perizia sulla quale si è aperta una vicenda giudiziaria che, speriamo, possa concludersi nel più breve tempo possibile e che i ragazzi possano tornare nella loro sede naturale».
Più in generale sulla sicurezza delle scuole, Giaquinto aggiunge che «la sicurezza che si compone di più elementi, ma quello che interessa maggiormente è la sicurezza statica a cui poi si collega quello della vulnerabilità sismica e si aggiunge, tra le altre certificazioni, quella antincendio. Per la qualità oggettiva degli edifici noi abbiamo avvitato una serie di indagini che sono partite dall’analisi dei solai e attraverso altri investimenti della staticità e sulla vulnerabilità sismica, laddove c’è stata la necessità di approfondire. Di qui l’arricchimento della nostra anagrafe scolastica, edificio per edificio, per avere una base di partenza su cui bisogna continuare a programmare e investire».
«Penso che la qualità sulle strutture scolastiche della provincia di Avellino sia ottima. Rispetto a qualche problema che si è verificato lo abbiamo affrontato in maniera autonoma, mi riferisco al caso del Liceo "De Luca", liberando in modo preventivo l’immobile che è stato e sottoposto a ulteriori verifiche. Per il resto, siamo certi della qualità delle strutture ma anche consapevoli che il lavoro deve continuare lungo un percorso che tende a un miglioramento costante».
Nella stessa ottica di miglioramento delle infrastrutture scolastiche, Giaquinto inserisce il padiglione scolastico inaugurato oggi: «È un progetto che si incastona in una serie di operazioni di investimento – spiega -, di messa in sicurezza, di gestione dell’ordinario e di razionalizzazione che abbiamo avviato da ormai tre anni e ci hanno consentito di avere oltre alla soddisfazione odierna anche l’eliminazione dei fitti in città, l’acquisizione di dati per la garanzia degli standard di studio come della sicurezza degli istituti scolastici. Quindi un’attività condotta a più livelli, in linea con le aspettative e le necessità della scuola».

Entusiastico anche il commento della dirigente scolastica del "Colletta", Paola Anna Gianfelice: «Dopo due anni di cantiere con questa nuova struttura, arricchita da una sala da più di 100 posti e un anfiteatro, recuperiamo una vivibilità migliore e sappiamo quanto l’ambiente di studio sia importante per raggiungere gli obiettivi formativi necessari alla crescita dei ragazzi».

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