Approvati all’unanimità Statuto e atto costitutivo della nuova Azienda Speciale consortile per la gestione delle politiche sociali nell’Ambito Territoriale A4 che vede come capofila la città di Avellino, si avvia una nuova fase per lasciarsi alle spalle, si spera, lentezza e criticità che hanno bloccato l’erogazione di servizi essenziali.
Questo l’auspicio espresso nel corso della riunione del Coordinamento istituzionale che si è svolta stamattina a piazza del Popolo, presieduta dal sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi (intanto individuato per acclamazione e all’unanimità quale presidente), che ha ribadito l’intenzione di portare a compimento il passaggio dal Piano di Zona alla nuova forma di gestione, in linea con quanto immaginato nel suo programma elettorale, ancor prima di vestire la fascia tricolore.


Questa anche la speranza dell’assessore regionale alle Politiche Sociali, Lucia Fortini, che ha significativamente voluto partecipare alla riunione, dopo i rinnovati appelli rivolti ai sindaci dell’Ambito A4 a superare le difficoltà riscontrate negli ultimi anni. «Oggi c’è l’atto ufficiale e mi faceva piacere esserci per essere "notaio" rispetto a un impegno già preso a Palazzo Santa Lucia – afferma - e mi auguro che questo possa essere il giorno della ripartenza. Sapete bene come la penso su come ha operato l’Ambito territoriale dei servizi sociali di Avellino (leggi qui), ma paradossalmente questo potrebbe diventare un ambito di eccellenza. Ci sono le risorse e possono essere trovare le competenze. La Regione inoltre darà una mano per la costituzione dell’azienda speciale, tenendo presente che quello di oggi è soltanto il primo passo. Poi la questione dovrà passare nei Consigli dei 16 comuni. Ma noi ci siamo perché ci stanno a cuore le persone e penso che dare risposte a chi ha bisogno dovrà essere l’unico obiettivo».
Una volta approvata nei Consigli di Avellino, Altavilla, Capriglia, Cervinara, Chianche, Grottolella, Montefredane, Petruro, Pietrastornina, Prata, Roccabascerana, Rotondi, San Martino Valle Caudina, Torrioni e Tufo, l’Azienda Speciale prevede l’insediamento dell’Assemblea consortile composta da tutti i sindaci che, tra le altre cose, elegge tra i propri membri presidente e vicepresidente e nomina invece il Consiglio di Amministrazione costituito da cinque componenti, la commissione di selezione del direttore generale, il revisore dei conti e il segretario e a cui spetta il compito di definire le strategie generali e dettare gli indirizzi programmatici del C.d.A. N Nel corso della riunione il vicepresidente del Coordinamento, Pasquale Pisano (il sindaco di San Martino Valle Caudina, ndr.), la definisce «la forma ideale per gestire i servizi, sempre sostenuta dalla Regione che ha pensato a un incremento delle ricorse che possono essere stanziate. È un’azienda che ha autonomia imprenditoriale, per cui ci doteremo di personale, che rispetta il codice dei contratti pubblici ma ha una vita propria, cosa che può aiutare nell’erogazione dei servizi. inoltre – spiega – non è soggetta al Patto di stabilità e questo è un vantaggio soprattutto per il Comune di Avellino, che va in sofferenza perché l’esposizione rispetto ai servizi può creare problemi di cassa e perché è tenuto a supportare piccoli comuni che hanno problemi a trasferire le quote, quindi solleveremo il capoluogo anche da questa criticità. Confidiamo nel sindaco Ciampi – aggiunge Pisano – e chiediamo ai consiglieri comunali di Avellino di assumersi una responsabilità».
La scadenza fissata stamattina per completare i passaggi nei 16 Consigli comunali dei comuni soci è 30 giorni, ma la costituzione dell’azienda speciale potrebbe però non incontrare davanti a sé un’agevole discesa in particolare nel Consiglio della città capoluogo, dove sono noti i precedenti di scontro proprio sulla nuova forma di gestione (leggi qui). Tuttavia, l’assessore Fortini afferma: «Mi sento ottimista perché immagino che ciascuno sentirà la responsabilità di far funzionare i servizi. Questo non è il momento per pensare ai numeri, al fatto che c’è una maggioranza che è favorevole o sfavorevole, ma di dare risposte perché una persona con disabilità non si preoccupa che ci sono 13 o 14 consiglieri favorevoli o meno e vuole sapere se potrà avere quattro ore piuttosto che dieci di assistenza domiciliare».
L’assessore regionale chiarisce quindi quali sono le caratteristiche per le quali l’azienda speciale è ritenuta il modello migliore per la gestione dei servizi, anche se puntualizza che «non è la panacea di tutti i mali, tanto è vero che ci sono ambiti territoriali che funzionano benissimo con la convenzione. Nel caso dell’ambito di Avellino, però, manca un ufficio di Piano. Poiché i servizi sociali li fanno le persone – continua -, abbiamo un primo grande problema che è quello della stabilizzazione del personale per offrire la necessaria competenza ad esempio a un disabile o a una donna che avesse subito violenza che si rivolgono agli uffici. Questo è un momento particolare perché abbiamo tantissime risorse: ben 45 milioni solo per la Campania per il 2018 per la stabilizzazione del personale, eppure ci sono ambiti che non sono capaci di assumere anche con contratto a tempo determinato. L’azienda speciale può invece assumere, è uno strumento molto più flessibile che può aiutare a far ripartire i servizi».
Fortini, comunque, pur ritenendo inopportuno parlarne esplicitamente nel giorno in cui il Coordinamento si esprime sull’azienda speciale, non nasconde che c’è già un piano B da attuare qualora il Consiglio di Avellino non dovesse concordare sulla nuova forma di gestione (in sostanza una redistribuzione dei comuni dell’ambito nei rispettivi ambiti contigui che lascerebbe da sola la città capoluogo) e osserva che «però non risolverebbe tutti i problemi di tutti i comuni dell’ambito».
In favore del decollo della nuova modalità di gestione, poco prima della riunione del Coordinamento, si era espressa anche l’intera deputazione regionale irpina, la presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio e i consiglieri Maurizio Petracca, Francesco Todisco e Vincenzo Alaia, tutti presenti al Circolo della Stampa di Avellino dove era stata convocata una conferenza stampa sull’argomento.

Todisco Petracca DAmelio Alaia 7settembre
«Non è più possibile che questa città e il suo hinterland, in un periodo di grave crisi sociale come quella attuale, possano non sfruttare le tante risorse che sono a disposizione per il sociale – commenta la presidente Rosetta D’Amelio – ed è partendo da questo punto, che va al di là di una ripartenza del Piano di Zona, che noi consiglieri regionali abbiamo deciso di lanciare un appello prima del Coordinamento istituzionale che si terrà al Comune di Avellino, perché tutti si sentano responsabili nel dover dare risposte alle fasce più deboli. Abbiamo molte risorse bloccate, ci sono circa 8mln di euro da poter utilizzare, una cifra enorme che rischia anche di andare in perenzione, perché per lo più si tratta risorse europee. Dunque, abbiamo sentito quindi il dovere di lanciare un appello, al di là dell’appartenenza politica, ai tanti sindaci e ai tanti delegati del Pdz, affinché oggi si possa concludere positivamente una scelta in favore dell’azienda consortile».
«Ci sono altre esperienze in tutta la Regione che stanno andando bene – continua - ed è necessario mettere in cima alle priorità l’esigenza di dare risposte sociali in un momento in cui tutte le statistiche ci dicono che in Italia abbiamo quasi 5mln di poveri e che la Campania è una delle regioni più colpite da questo dramma. Quindi c’è bisogno di dare risposte a chi vive in condizioni di disagio sociale, economico e anche sanitario. Speriamo che il nostro appello trovi orecchie sensibili e che si proceda in direzione dell’attuazione dell’azienda consortile, mettendo da parte gli egoismi di ogni singolo Comune. Credo che si possa trovare insieme la modalità migliore perché il Comune di Avellino, che è il più grande e sicuramente ha più risorse, dia la possibilità anche agli altri che rientrano nello stesso consorzio di lavorare in autonomia e in un progetto comune. Se la si individua – conclude D’Amelio, credo che questa sia la soluzione migliore per soddisfare tutti».
Sulla stessa linea, il consigliere regionale Maurizio Petracca osserva che «si è creata da qualche anno una situazione di stallo, in cui i sindaci dei comuni contermini al capoluogo danno la responsabilità ad Avellino e viceversa il comune di Avellino la dà ai sindaci. Per come è concepito il Piano di Zona, davanti a difficoltà politiche tra i sindaci si blocca tutto, perciò l’agenzia consortile può essere il sistema giusto per sbloccare tutte queste risorse. Parliamo di milioni di euro bloccati dal 2016 per quanto riguarda sia gli anziani, sia l’infanzia – continua -; c’è un bando per un milione di euro che scade a fine di settembre per il quale il Pdz ancora non si è attivato per partecipare: insomma, facendo un bilancio delle risorse non spese, arriviamo a 4 o 5mln di euro. Con l’agenzia consortile e con un atto di responsabilità collettivo, al di là delle appartenenze politiche, i vari Consigli comunali votando questo nuovo sistema di gestione potrebbero sbloccare queste risorse che vanno nell’interesse della comunità e delle fasce più deboli».

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