Dopo aver ringraziato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e il primo cittadino del Tricolle, Domenico Gambacorta, «per le parole di accoglienza», «attraverso il sindaco», il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, saluta tutti i cittadini di Ariano e poi tutti gli altri sindaci presenti. «Ce ne sono non soltanto dell’Irpinia, ma di un ambito più vasto e questo dimostra quanto Biogem abbia un raggio di interesse particolarmente ampio. Ariano Irpino è il baricentro di questo bacino di ricerca scientifica e ringrazio il presidente Zecchino per l’invito».


Lungo la strada che conduce al complesso della Fondazione Biogem di Ariano Irpino tante bandiere tricolori e manifesti che recitano "Benvenuto Presidente!". All'ingresso del centro di ricerca di Camporeale un folto gruppo di bambini festanti. Così la Città del Tricolle saluta l'arrivo del Capo dello Stato, in occasione dell'apertura della X edizione del Meeting "Le 2 Culture" dedicata al tema "Cosmologia. L’uomo eterno Ulisse nell’infinità dei mondi".
Ad accoglierlo, il presidente della fondazione Ortensio Zecchino, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il sindaco della città di Ariano, Domenico Gambacorta.
Una breve sosta con i piccoli che hanno voluto consegnargli alcuni omaggi in ricordo della sua visita, poi il Presidente Mattarella è stato accompagnato in alcuni laboratori del centro di ricerca, nonché nel Museo della Storia della Terra e della Vita. Ad attenderlo in sala, numerosi rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo politico non solo locale: fra gli ospiti, oltre al sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia, figurano infatti anche l'ex presidente del Senato Nicola Mancino, l'ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita, gli ex ministri Gerardo Bianco ed Enzo Scotti, l'ex europarlamentare Giuseppe Gargani, gli ex senatori Enzo De Luca e Cosimo Sibilia, l'ex deputato Angelo Antonio D'Agostino, la deputazione irpina composta da Ugo Grassi, Michele Gubitosa, Generoso Maraia, Maria Pallini, il deputato Umberto Del Basso De Caro, la presidente del Consiglio regionale Rosetta D'Amelio, il presidente della Commissione regionale all’Agricoltura Maurizio Petracca, diversi sindaci fra cui quello di Benevento Clemente Mastella, in compagnia della moglie, la deputata Sandra Lonardo, e di Avellino, Vincenzo Ciampi, il consigliere comunale di Avellino Gianluca Festa. Presenti anche il prefetto di Avellino Maria Tirone, il vescovo di Ariano, monsignor Sergio Melillo, il procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo, le massime autorità militari della provincia di Avellino. In sala, e non poteva essere altrimenti, vari esponenti del mondo accademico, tra i quali i rettori delle università partenopee, i vertici del Gran Sasso Institut e dell'INGV.

L'ARRIVO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLA BIOGEM DI ARIANO IRPINO


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiude la prima giornata del Meeting, dopo i saluti del presidente Zecchino, del governatore De Luca e del primo cittadino di Ariano e al termine delle lectio di apertura di Remo Bodei, docente presso la University of California di Los Angeles, e del direttore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone, a cui fa riferimento, come pure alla visita in cui ha incontrato i ricercatori e gli sono state mostrate le attrezzature di Biogem, «di particolare valore - osserva - di avanguardia scientifica e di ricerca».
«Ho seguito l’esposizione con l’ammirazione e la riconoscenza che può avvertire una persona di studi umanistici – ammette il Presidente -. Ma non mi sono sentito estraneo, al contrario, coinvolto e partecipe delle considerazioni e delle spiegazioni, pienamente in linea con il messaggio del Meeting che indica due culture per esorcizzarle, in realtà. Sono diverse sfaccettature dell’unica cultura – commenta -, della complessa articolata unicità del sapere».
«E vorrei dire che anche la nostra Costituzione va letta in questa direzione ormai. I nostri Costituenti, licenziandola 70 anni fa, l’hanno elaborata con norme sobrie, stringate ma di grande duttilità, per abbracciare interpretazioni e condizioni nuove, allora non immaginabili anche sul piano dell’impostazione culturale – prosegue -. Quindi quel "cultura e ricerca scientifica" va ormai letto come "la cultura: i risultati", "la ricerca: il percorso". Non c’è dissociazione è lo stesso ambito».
Mattarella definisce quindi suggestivo il tema del Meeting di quest’anno: «L’uomo come eterno Ulisse alla ricerca della conoscenza. Ed è un tema perenne nella storia dell’umanità: Ulisse, come è stato detto, è l’emblema della sete di conoscenza. Sia l’Ulisse di Omero, che dopo lungo peregrinare per acquisire conoscenza torna a Itaca da Penelope e Telemaco, sia quello di Dante, che compie l’estremo gesto di voglia di conoscenza e varcando le colonne d’Ercole esce dalla storia, dalla terra e dalla vita. Dante lo colloca all’Inferno, probabilmente per l’astuzia, perché è quello il girone, non per la sete di conoscenza. Ma in realtà, parlandone, Dante lancia un messaggio di ricerca straordinariamente efficace: "Fatti non foste a vivere come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Un messaggio di ricerca e conoscenza che la Divina Commedia ci lancia e che viene coltivato costantemente nel mondo».
«Le lezioni straordinariamente affascinanti del professore Bodea e del professore Barone ci hanno accompagnato nell’esame del cosmo, della sua immensità e della sua complessità – continua -. Del rapporto perenne sempre in mutamento con la condizione umana e della percezione che il cosmo è imperfetto e che anche gli altri lo sono è confortante per la condizione umana, anche perché non sempre l’uomo interpreta bene la parte di Ulisse. Il professor Bodea ha parlato dell’esigenza di distinguere il vero dal falso e aggiungo l’esigenza di tener conto della scienza».
Qui un accenno implicito all’attualità del dibattito sui vaccini, quando Mattarella afferma: «Non si comporta come Ulisse l’uomo quando esprime indifferenza se non diffidenza nei confronti della scienza, delle sue affermazioni e dei suoi risultati».
Ancora parlando di Biogem, il Presidente afferma che «questo centro dimostra quanto sia un fronte prioritario quello della ricerca scientifica. Vedere ricercatori che utilizzano macchinari all’avanguardia per studiare l’organismo umano e le sue patologie, per definire terapie è affascinante e naturalmente è motivo di riconoscenza. Vedere l’astrochimica che studia il cosmo unendosi alla filosofia e a riflessioni sulla condizione umana e sul senso del mondo è affascinante e ci dimostra quanto c’è ancora, anno dopo anno, passo dopo passo, da scoprire attraverso la ricerca».
«Per questo la ricerca è un punto fondamentale per il nostro Paese, come sanno bene quegli atenei e quegli enti che confluiscono contribuendo all’attività di Biogem. È una rete di collaborazioni che vede nelle università che sono collegate a Biogem la consapevolezza, qui come altrove, in tanti altri centri di ricerca avanzata, che l'attività delle nostre Università viene svolta e va svolta con grande serietà e rigore ed è un motivo di riconoscenza per questo tessuto culturale del nostro Paese che lo fa avanzare nella ricerca».
Mattarella prende però spunto anche dalle parole di Gambacorta che ha sottolineato come lo spopolamento della terra irpina non si arresta, e dice: «Il sindaco, nel suo saluto, ha parlato molto della condizione dei giovani non soltanto dell'Irpinia, ma dell'intero Meridione. Potrei dare una risposta di maniera, di rassicurazione, di impegno generale delle istituzioni, che è giusto fare naturalmente, ma vorrei dirle che vedo, nel nostro Meridione, numerosi segni di iniziativa, di capacità, d'intrapresa. Vi sono giovani che esprimono capacità e colgono occasioni per esprimersi e questo è un segno incoraggiante che naturalmente va sviluppato, accompagnato, assecondato, sorretto. Ma vorrei dire, soprattutto, che questa è già una delle tante risposte possibili: Biogem semina cultura, con la ricerca produce semi e semina nel tessuto di questa regione. E questo non si esprime, né si misura soltanto nel numero di coloro che vi sono addetti, ma in quello che ne deriva, e ne deriverà, di iniziativa, di consapevolezza, di padronanza dei mezzi che la scienza consente. Questo è il modo per avviare il Meridione: quello di utilizzare, all'avanguardia, per il futuro, le posizioni più avanzate della Ricerca».
Il Presidente si rivolge anche «a chi lavora in Biogem», esprimendo «i complimenti per l'attività e per i tanti risultati conseguiti positivamente», ma anche «il ringraziamento del nostro Paese per ciò che fanno e gli auguri per la loro attività. E il ringraziamento lo estendo a coloro che collaborano con Biogem, coloro che la sorreggono con contributi generosi e con grande concorso di energie e di risorse. È una grande realtà – conclude - che ha appunto il compito di produrre risultati, ma anche di seminare per questa Regione e per il Mezzogiorno».

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLA BIOGEM DI ARIANO IRPINO

A introdurre la prima giornata del Meeting, è come accennato il presidente di Biogem  Ortensio Zecchino che ringrazia il Presidente Mattarella, interpretandone la presenza a Biogem come «un segno di incoraggiamento molto generoso verso una realtà nata dal basso, in un contesto non facile, che aspira a fare ricerca a livello transnazionale, sperando di portare soluzioni al letto del paziente, ma è anche centro di formazione con una laurea specialistica in scienze e tecnologia genetica frequentata da studenti in regime residenziale e anche corsi formazione post laurea con grandi soggetti industriali. Ancor più – prosegue -, Biogem è centro di una relazione culturale senza barriere fra scienza e umanesimo».
Zecchino ribadisce la necessità di «una visione per rendere la società ben informata su questi temi perché viene sempre più chiamata in causa e ha un ruolo sulle grandi opzioni» e spiega al Presidente Mattarella che «il museo che ha appena visitato vuole essere in linea con questo impegno di Biogem», il cui «unico scopo – aggiunge – è contribuire al miglioramento della salute, pur senza godere di automatici finanziamenti pubblici».
«Biogem è ubicata nel Mezzogiorno e questo è è una sfida», continua Zecchino che non risparmia una considerazione su «miopi politiche di tagli di servizi che hanno avuto il risultato di un lento spopolamento delle aree interne» e rilancia quindi la sfida del centro di ricerca arianese anche rispetto alla «ambizione di contribuire a colmare uno storico deficit di istituzioni culturali nel Mezzogiorno».
Alla luce di questo quadro, in cui Zecchino sottolinea l'importanza dei legami stretti di recente con l'università di Udine e con la Scuola Normale Superiore di Pisa, con la quale sottoscriverà di lì a poco la convenzione insieme a Vincenzo Barone, perché «vogliamo avere radicamento in questo territorio ricco di storia e allo stesso tempo proiezione al di là dei confini regionali».
Zecchino non nasconde «un non facile rapporto con la Pubblica Amministrazione e un clima di deresponsabilizzazione in cui ci si nasconde dietro alla burocrazia», ma aggiunge: «Accantonate queste criticità ci piace esibire gioielli della casa, almeno quelli realizzati quest'anno: la ricerca con la Columbia University con il conseguimento del risultato della caratterizzazione molecolare del glioma, i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista Nature; la registrazione di brevetti su una malattia come il mesotelioma; l’ingresso di Biogem nel grande consorzio realizzato dalla Harvard Medical School; la sottoscrizione, due mesi fa, di un accordo con università di Istanbul che è passaggio significativo».
Zecchino ringrazia inoltre il presidente De Luca per la «particolare sensibilità dimostrata dalla Regione».
Dell’edizione 2018 del Meeting Le 2 Culture, osserva che «ci proietta su un’altra dialettica tra umanesimo e trans-umanesimo o post-umanesimo, con straordinarie invenzioni di sostegno alla vita. Ulisse è il simbolo dell'ansia di ricerca dell'uomo – aggiunge -, ma anche di una sfida proterva a superare i confini dell'umano e dobbiamo tener presente l'ammonimento dantesco perché l'uomo ha già superato quei confini, penso ad Hisoshima e ad applicazioni distorte delle scoperte scientifiche».

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Il saluto del sindaco di Ariano Domenico Gambacorta è quello di «un popolo fiero che però vede andare via i figli con numeri che non si vedova da 40 anni: oltre 2000 persone vanno via ogni anno, come se si cancellasse un intero paese. È un esodo che non si riesce a fermare, ma noi sindaci non alzeremo bandiera bianca. Gli amministratori cercano di promuovere questa terra valorizzandone le risorse, ma c'è bisogno anche di altro e siamo pronti ad assecondare una nuova industrializzazione, nel solco di realtà di primissimo piano che hanno scommesso sull'Irpinia. C’è però la necessità di fornire loro infrastrutture: a poca distanza da qui – ricorda Gambacorta - dovrebbe sorgere la stazione Hirpinia dell’Alta Capacità, uno snodo centrale fra due mari. Un pezzo del progetto è pronto a partire, evitiamo cambi di strategia politica e bisogna far presto».


Anche il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, sottolineando il significato particolare della presenza del Presidente Mattarella a Biogem, parla della provincia irpina come di «un'area tanto ricca di storia cultura e umanità quanto percorsa da segnale di crisi. Sono realtà che abbiamo il dovere di tutelare e potenziare – dice - per porre un freno all’emigrazione giovanile».
Poi ribadisce il significato della visita di Mattarella «per il ruolo questa istituzione, un centro specializzato in ricerca genetica molecolare e farmacologia, dove abbiamo brevetti importanti risultanti dalla ricerca, e in formazione per dare possibilità di vita a tanti ricercatori che fanno onore a Biogem e alla nostra terra».
Significativo, per De Luca, anche «questo tradizionale confronto tra cultura umanistica e scientifica, perché mai come oggi abbiamo bisogno di trovare valori umani permanenti poiché viviamo in un tempo di desertificazione spirituale, di tendenze distruttive all'aggressione, al calpestamento della dignità degli interlocutori».
De Luca osserva anche che «a volte emergono elementi di "pulcinellismo", ma questa mi pare l’immagine vera della Campania e del sud – conclude parlando di Biogem -: quella dell'approfondimento, quella di persone che cercano di costruirsi un futuro con le proprie mani».

 

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