Sarà chiuso dalla tarda mattinata di giovedì 24 maggio 2018 il viadotto dell’Ofantina nel territorio del Comune di Parolise, oggetto di interventi di messa in sicurezza non più rinviabili. Nove mesi la tempistica stimata dall’Anas, come riportato dopo il vertice di stamattina in Prefettura, con l’auspicio espresso dall’ingegnere Michele Montecuollo di poter ripristinare la viabilità entro Natale.


L’interruzione della transitabilità, infatti, determina inevitabili disagi, sia alla popolazione di Parolise immediatamente interessata dai lavori, sia alla circolazione. «Il piano di viabilità è stato suddiviso – spiega l’ingegnere Michele Montecuollo - separando il percorso dei mezzi leggeri, cioè quelli fino a 3,5 tonnellate e quindi comprensivi anche dei veicoli che generalmente trasportano agli esercizi commerciali, da quello dei mezzi pesanti, oltre le 3,5 tonnellate. Per quelli leggeri il disagio sarà minimo -aggiunge -, perché usciranno dall'Ofantina dallo svincolo di Candida, per riprenderla dallo svincolo di San Potito, quindi nel complesso parliamo di una differenza di percorso di circa 1000 metri».
«Per i mezzi pesanti, invece, ci sarà una deviazione – continua - che li porterà a partire dalla ex Statale 400, sopra Parolise, e scenderanno su strade provinciali senza attraversare i centri abitati e che interesseranno il comune di Chiusano e Montemiletto, per ritrovarsi di nuovo sull’Appia in prossimità di Pratola Serra, dove andranno a riprendere l'uscita di Avellino Est per poi proseguire. Quello dei mezzi pesanti è un percorso più lungo che richiederà un allungamento di circa 9 - 10 km – spiega -, che però è stato anche oggetto di una importante riqualificazione, poiché abbiamo già provveduto a sistemare dei tratti che erano in frana, che avevano dei problemi relativi ad instabilità di qualche versante ed è stata, inoltre, creata una rotatoria per dare precedenza alle immissioni sulle provinciali interessate al percorso alternativo dei mezzi pesanti».
Montecuollo chiarisce anche i tempi pervisti per l’intervento: «Da contratto l’intervento dura 270 giorni. Sono 9 mesi, ma abbiamo perso un po' di tempo per queste viabilità alternative che hanno richiesto dei lavori più complessi rispetto a quelli immaginati nel 2015, quando il progetto è nato. Abbiamo già le travi pronte per poter iniziare le demolizioni, però occorre dare il tempo tecnico alle forze dell'ordine e gli enti gestori perché possano organizzare la giusta informazione circa la viabilità in modo che almeno il disagio di chi affronta il nuovo percorso sia ridotto al minimo. Poi, tenteremo di fare l'impossibile per cercare di riaprire la strada prima di Natale, però chiaramente di qui ad allora dobbiamo augurarci che non ci siano imprevisti particolari. L'obiettivo chiaramente è cercare di restituire il transito sul viadotto prima che arrivi la neve – ribadisce - e quindi prima che arrivi l'effettivo disagio».
Per due famiglie residenti a Parolise, in abitazioni vicine ai piloni del viadotto, i lavori di messa in sicurezza del cavalcavia comporteranno il trasferimento altrove per qualche settimana: «Confermo che purtroppo l’evacuazione di abitazioni sottostanti il viadotto è necessaria – afferma il responsabile dell’Anas –. Lo spostamento della trave non comporta il pericolo che questa possa cadere – precisa -, perché le tecnologie che abbiamo oggi ci garantiscono un’assoluta sicurezza in tal senso, ma il problema è che i macchinari per effettuare le operazioni necessarie sono gru molto complesse – spiega - che dovranno sostare davanti all'abitazione di queste famiglie per circa un mese e non consentiranno loro di entrare e uscire liberamente. Quindi, riteniamo più adatto creare una soluzione alternativa che per questo periodo, che oscilla tra i 30 e i 45 giorni, consenta loro di poter avere un'abitazione alternativa. A tal proposito, Anas provvederà a un indennizzo che copre tutte le spese che queste persone dovranno sostenere, cito per esempio l’equivalente di un appartamento ammobiliato o il costo di un trasloco per tutto quello che può servire, il costo per andare e tornare tutti i giorni per controllare che la loro proprietà è essere a posto o il costo di un indennizzo per il disagio subito. Stiamo quindi approntando queste indennità per due famiglie, mentre per una terza in cui ci sono purtroppo problemi di salute, siamo riusciti a trovare una soluzione anche grazie al Comune con la realizzazione di scale che sono in costruzione per consentire ai familiari di accedere da una strada laterale al viadotto».
«In effetti, gli interventi erano già iniziati, ma adesso entreremo nel vivo dei lavori nella parte sottostante al viadotto - commenta il sindaco di Parolise, Angelo Marallo - e sarà un disagio per i comuni che saranno interessati dalla viabilità alternativa che è molto complessa e per i cittadini, soprattutto per le attività commerciali e anche i flussi turistici. Però ringrazio in modo particolare l'ingegnere Montecuollo, perché stiamo governando questo processo e non lo stiamo subendo. L’intervento è necessario e non farlo poteva determinare una chiusura improvvisa dell’Ofantina e il rischio che passassero anni. Tuttavia, siamo al 70%, perché non finisce qui: una parte del ponte non è stata ancora finanziata e quindi lavoriamo anche per ottenere ulteriori finanziamenti e completarla. Parolise, inoltre, è interessato dai lavori oltre che per la viabilità anche per il fatto che abbiamo abitazioni, attività commerciali e cittadini che andranno in sofferenza. Inoltre, siamo preoccupati perché smontare una struttura del genere in pieno centro abitato è complesso»
«La cittadinanza di Parolise ad ogni modo è consapevole e cosciente di quello che accade ed è già pronta ad affrontarlo – conclude Marallo -. Io rivolgo però il mio appello a chi percorrerà le viabilità alternative, perché rispetti il Codice della Strada e i limiti di velocità perché all’interno dei paesi ci sono grossi rischi».

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