"Sulla risoluzione approvata nelle Commissioni Ambiente ed Attività Produttive della Camera in materia di trivellazioni petrolifere occorre ristabilire la verità".

 

Così il deputato cittadino del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia. "In merito ai toni trionfalistici usati dal Pd irpino mi corre l'obbligo, infatti, di puntualizzare come sono andate realmente le cose, premettendo che la vecchia abitudine dei partiti di prendersi sempre e comunque il merito di ogni risultato ottenuto in Parlamento per 'rivenderselo' sul territorio non solo è dura a morire ma è di una scorrettezza inaudita. O forse, più banalmente, a via Tagliamento - dichiara il portavoce avellinese - non sono informati adeguatamente sull'iter di approvazione della risoluzione, che è il risultato di atti proposti da varie forze politiche le quali su alcune questioni di buon senso spesso riescono a trovare una convergenza di intenti e di visioni".

"Così è stato in questo caso. Anche noi del Movimento 5 Stelle abbiamo presentato una risoluzione, a prima firma Mannino, sulle trivellazioni nei nostri mari e nei nostri suoli. Dopo rinvii, discussioni e audizioni, il Pd ha condiviso molti degli elementi contenuti nel nostro atto che impegnano il Governo in maniera chiara.

In particolare - spiega il portavoce - sono stati assorbiti i seguenti punti salienti: vietare la tecnica della fratturazione idraulica; presentare un disegno di legge che riordini le procedure autorizzative; valutare la produttività dei giacimenti in esercizio vigilando sul fatto che le imprese responsabili mettano a disposizione risorse necessarie per finanziare il decommissioning delle piattaforme e per pagare le somme dovute a titolo di risarcimento dei danni ambientali provocati; prevenire e minimizzare gli impatti causati da sostanze pericolose e dal trasporto idrocarburi via mare; promuovere una strategia/normativa comune tra tutti i paesi che si affacciano nel Mediterraneo; verificare l'effettiva copertura economica dei titolari delle concessioni a copertura di eventuali incidenti; bloccare le attività in corso e impedire il rilascio di nuove autorizzazioni nelle zone di ripopolamento ittico; sottoporre le richieste di autorizzazione di nuove attività di prospezione che interessano zone di pregio economico/turistico ad una preventiva analisi dei costi/benefici; sottoporre le attività di ricerca, coltivazione e sviluppo di idrocarburi a controlli annuali da parte dell'Ispra, con costi a carico delle società concessionarie; applicare agli impianti autorizzati o in fase di autorizzazione le procedure previste dalla direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali, grazie alle quali adottare ed imporre il rispetto di specifiche clausole di salvaguardia". Non solo.

"Grazie al contributo del M5S è stato chiesto al Governo di impegnarsi per la sospensione delle trivellazioni in zone a rischio sismico, vulcanico e tettonico - prosegue Sibilia - e sappiamo bene come l'Irpinia sia minacciata da una volontà devastatrice contro cui bisogna opporsi insieme a tutti i cittadini innamorati del proprio territorio".

"Sono stati colti anche altri elementi: coinvolgimento di INGV, ISPRA e ARPA in tutte le fasi autorizzative; avviare canali diplomatici con tutti i paesi rivieraschi; royalty destinate al ministero dell'Ambiente; aumentare la sicurezza dei trasporti marittimi soprattutto nel mar Adriatico; effettuare analisi epidemiologiche, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità, sullo stato di salute dei cittadini che risiedono in zone interessate da attività di estrazione e lavorazione degli idrocarburi; adeguare i livelli di idrogeno solforato ai livelli indicati dall'Organizzazione mondiale della Sanità; garantire l'applicazione delle disposizioni relative allo smaltimento contenute nella normativa su fanghi e fluidi perforanti, anche per gli impianti offshore" - aggiunge il deputato 5 Stelle, che conclude: "Ricordo a chi usa la pratica faziosa della bandierina che siamo la seconda forza politica in Italia e pretendiamo rispetto".

"Invito tutti ad informarsi in maniera adeguata e di avere l'onestà intellettuale di descrivere correttamente ciò che avviene a Roma, senza doversi sempre piegare alla logica della medaglietta sulla giacca o del cappello da mettere sulle questioni generali che riguardano le comunità come, in questo caso, la tutela dell'Irpinia".

"Ora è conseguenza naturale bloccare il permesso di ricerca petrolifera denominato "Nusco" che interesserà l'Alta Irpinia. Se non dovesse accadere sarà solo l'ennesimo fallimento del governo Renzi".

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