«Oggi la Novolegno, presso il Comune di Montefredane, presenta i dati di monitoraggio ambientale relativi all'anno 2017. L'adempimento è previsto dal decreto AIA n. 77 del 14.10.2016. Alla presentazione sono stati invitati vari enti e anche la nostra associazione. Conosciamo già quei dati perché resi pubblici, si tratta di analisi effettuate in autocontrollo.

Abbiamo già sollevato seri dubbi sulla scarsa linearità dell'iter autorizzativo, infatti le Conferenze dei Servizi che hanno preceduto il rilascio dell'AIA avevano messo in evidenza molteplici criticità sostanziali e nonostante che solo ad alcune veniva fornita risposta si procedeva da parte della Regione a concedere comunque l'autorizzazione. L'obbiettivo di chi concede autorizzazioni dovrebbe essere sempre quello di tutelare la salute e l'ambiente e non solo di far rientrare tutto nei parametri previsti per legge. La Regione non ha mai tenuto in considerazione lo studio del CNR che fotografa la gravità della qualità dell'aria nella valle a causa dell'orografia, del clima e delle emissioni industriali.
A noi interessa sapere veramente se le nuvole persistenti e minacciose che quasi tutte le mattine vediamo sulla valle sono innocue. Vogliamo sapere se la puzza di collanti o di legno bruciato che avvertiamo quasi sempre arreca danni alla nostra salute.
Vogliamo sapere come è resa compatibile con l'ambiente circostante la lavorazione di una gran mole di legno trattato. È giusto che l'opinione pubblica venga a conoscenza che con la concessione dell'AIA un solo limite era stato imposto: la Novolegno era stata autorizzata a trattare un massimo di 78.500 tonnellate all'anno di rifiuti legnosi. L'azienda non ha condiviso, ha ritenuto di opporsi e, ottenendo la sospensiva dal TAR di Salerno, può ora lavorare invece 200 mila tonnellate all'anno di rifiuti legnosi. A questi vanno aggiunte le 50 mila tonnellate di legno vergine.
Con tutto il rispetto, le risposte alle nostre domande non possono arrivarci dagli autocontrolli.
Sulla compatibilità di un'attività così impattante per il territorio noi non smetteremo di chiedere riscontri seri alle istituzioni preposte e più in generale impegni concreti alle forze politiche per affrontare e risolvere le gravi problematiche ambientali della Valle del Sabato».

Il Presidente del comitato "Salviamo la Valle del Sabato" Franco Mazza

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