Al netto delle dichiarazioni ufficiali rilasciate dalla manager Maria Morgante al termine del confronto tra il comitato dei sindaci e la direzione generale dell’Asl di Avellino, la sostanza circa l’Atto aziendale dell’azienda sanitaria non cambia. Come non cambia la fermezza delle fasce tricolori che hanno ribadito nella sede istituzionale le posizioni e le istanze manifestate da settimane in merito alla contestatissima rimodulazione delle unità operative nei presidi ospedalieri territoriali, a partire dal "Landolfi" di Solofra.


Per Maria Morgante è stato «sicuramente un incontro positivo che avremmo dovuto fare un sacco di tempo fa e, se ci fosse stato il comitato dei sindaci, oggi saremmo a buon punto - dice -. Oggi posso dire di essere soddisfatta di aver avuto un confronto con i sindaci: abbiamo rivisto un po’ tutto l’Atto aziendale e ognuno ha espresso le sue perplessità e credo che ci rivedremo per un ulteriore approfondimento».


«Il clima è positivo, ma naturalmente l’Atto aziendale è legato al decreto 33 – afferma -, a dei numeri a cui non possiamo sfuggire e che per le strutture complesse dei presidi ospedalieri e del territorio restano gli stessi. Ne abbiamo perse tante, 53 di cui 16 nei presidi ospedalieri e 37 sul territorio compreso il Dipartimento di Salute mentale, quello di Prevenzione, i distretti, l’area amministrativa, quindi il territorio è quello che è stato particolarmente penalizzato dal decreto recepito con l’Atto aziendale».
Insomma, parole diverse per dire che «l’Atto aziendale è questo», come affermato in maniera più secca un paio di settimane fa (leggi qui), ma Morgante lo ripete anche in modo esplicito quando dice: «L’Atto aziendale è stato approvato. Adesso dobbiamo presentare soltanto il piano territoriale che avremmo dovuto presentare entro 60 giorni, ma su cui la Regione ci ha chiesto di aspettare il nuovo piano territoriale regionale, a cui ci atterremo, senza darci ancora un termine».
La manager aggiunge comunque: «A parità di numeri, mi aspetto una proposta da parte dei sindaci che sottoporremo alla Regione. Stamattina abbiamo discusso e verificato quelle che potevano essere le criticità, ci rincontreremo e vedremo cosa ne uscirà». Tuttavia, restando immutate le premesse, c’è da aspettarsi che ben poco cambierà.

Sindaci Morgante Gambacorta 05122017
Qualche ora più tardi, a margine del tavolo istituzionale sulla vicenda della ricollocazione della scolaresca del liceo "Mancini", il sindaco Paolo Foti, in veste di presidente del comitato, conferma il punto di vista dell’organismo composto da Domenico Gambacorta, Rosanna Repole, Michele Vignola e Marcello Arminio, sottolineando che «il direttore generale ha illustrato la filosofia dell’Atto aziendale, che è tutta aziendale». «I sindaci hanno rappresentato tutte le deficienze dell’Atto aziendale rispetto alle esigenze della sanità sui territori – continua Foti - e su questa questione non c’è stata una grande disponibilità da parte della direzione generale, che evidentemente sostiene di essere legata al decreto ministeriale 70 e al decreto 33 della Regione Campania, ma sostanzialmente non si è ottenuto alcun risultato conclusivo. Aspettiamo – prosegue il sindaco della città -, perché ho invitato formalmente la dottoressa Morgante a riflettere sulle criticità e le deficienze che i sindaci hanno rassegnato al tavolo e sulle proposte modificative e integrative che abbiamo esposto e sulla possibilità di aggiornare la discussione a un nuovo incontro per avere una risposta».
«Ho spiegato al direttore generale che ci sarà la riunione dell’assemblea dei sindaci (convocata per il prossimo 11 dicembre, ndr.) – dice ancora il sindaco - e sarebbe auspicabile che la dottoressa Morgante ci facesse sapere quali sono le sue conclusioni, in modo che potremmo darne una illustrazione in assemblea».
Nel solco delle dichiarazioni rese in occasione dell’insediamento del comitato (leggi qui), la conclusione di Foti non lascia spazio ad interpretazioni, rispetto alla eventuale prosecuzione della strada giudiziaria che i sindaci hanno annunciato da tempo di voler perseguire (leggi qui): «Verificheremo in pochi giorni se da parte del direttore generale c’è la disponibilità a valutare quali parti sono accogliibili o meno altrimenti, se ci sarà una risposta negativa da parte della direzione generale, evidentemente questo Atto aziendale per noi resta assolutamente non approvabile, perché non è rispondete alle esigenze di sanità che il territorio si aspetta dall’Asl con le sue articolazioni».
La manager dell’Asl non ne fa, però, una questione politica: «Non ci devono essere scontri politici – afferma -, perché è l’interesse dei sindaci, come è l’interesse del direttore generale, tutelare gli utenti del territorio. Dobbiamo lavorare in maniera sinergica per lo stesso obiettivo».

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