Con la prima conferenza dei servizi convocata a piazza del Popolo per riunire gli amministratori di 13 comuni dell’ambito della valle del Sabato si avvia il lavoro condiviso per attuare misure efficaci di contrasto all’inquinamento dell’aria. Una necessità sia tenendo conto che malgrado l’adozione di provvedimenti tampone continua a registrarsi un numero eccessivo di sforamento dei parametri di PM 10 consentiti dalla legge, sia «in ossequio alle direttive del Ministero – ricorda l’assessore all’Ambiente di Avellino Augusto Penna -, che suggerisce ai comuni che fanno parte della prima cintura dei capoluoghi di adottare appunto misure comuni per il contenimento dell’inquinamento atmosferico».


«Oggi al tavolo era presente anche l’Arpac regionale che ha confermato che i dati delle centraline installate nel territorio del comune di Avellino sono relativi anche a tutti quelli limitrofi, che rientrano nella valle del Sabato – afferma Augusto Penna -, e questo significa che quando le centraline registrano il superamento di 35 sforamenti, questi riguardano l’intero territorio e se determinano delle conseguenze, queste riguardano tutti. Abbiamo quindi proposto ai sindaci presenti una bozza di accordo per l’assunzione di provvedimenti comuni di contrasto all’inquinamento dell’aria che sono essenzialmente relativi a tre fattori, vale a dire per il contenimento dell’abbruciamento delle biomasse, per la vigilanza e la riduzione degli impianti termici di vecchia generazione oltre che del loro orario di accensione e per il contenimento dell’inquinamento da traffico veicolare».
«In quest’ultimo caso – precisa però l’assessore -, l’ipotesi che abbiamo prospettato non è il blocco della circolazione, che abbiamo visto essere poco efficace, ma via via una riduzione delle categorie di veicoli che possono circolare, prima fino a Euro 3, poi a Euro 4, infine a Euro 5, a seconda del livello di pericolo segnalato dalle centraline dell’Arpac».
Il lavoro, comunque, è alle prime batture e Penna chiarisce che «queste proposte saranno ovviamente suscettibili di integrazioni e modifiche, perché anche il livello di omogeneità dei comuni nell’ambito è differente, nel senso che ce ne sono alcuni strettamente urbani come Avellino, Atripalda, Mercogliano – dice - e altri collinari che hanno caratteristiche diverse, come per esempio Ospedaletto, per i quali magari sono più utili provvedimenti relativi all’abbruciamento delle biomasse, anziché al traffico veicolare».
«Stando a quanto stabilito nella bozza di accordo, il Comune di Avellino si farà carico di monitorare la qualità dell’aria, raccogliendo i bollettini dell’Arpac, e di proporre le bozze di ordinanza da adottare agli altri sindaci, che devo ringraziare – conclude -, perché hanno avuto grande sensibilità al problema».
Al termine della conferenza dei servizi Penna commenta inoltre l’ultima "scoperta" di "Striscia la notizia" che ieri ha nuovamente inviato ad Avellino Luca Abete, stavolta presso la casa comunale, "armato" di un video che testimonia come i rifiuti raccolti vengano mischiati e non separati per tipologia. «Chiaramente ho risposto che è una pratica scorretta – dichiara l’assessore -, ma non vorrei passasse il messaggio che la raccolta differenziata è inutile, perché è dannoso. I cittadini che differenziano i rifiuti e hanno visto questa pratica scorretta non devono scoraggiarsi – aggiunge -, perché la nuova impostazione del piano di raccolta in città prevede cose diverse. Stiamo anche studiando degli incentivi per i cittadini più virtuosi».
Quanto alla vigilanza sull’attuazione della differenziata, Penna ricorda che il servizio previsto nel contratto stipulato con la società provincializzata Irpinaimbiente partirà con l’avvio effettivo del nuovo piano di raccolta porta a porta, la cui data di partenza, entro il prossimo Natale, sarà comunicata in conferenza stampa la prossima settimana. Nella stessa occasione sarà anche illustrata la campagna di informazione che prevede, tra le altre iniziative, la comparsa sui cassonetti ancora dislocati sul territorio cittadino di adesivi per comunicare all’utenza la data in cui i diversi bidoni saranno rimossi.
Proprio la rimozione dei contenitori stradali, sottolinea Penna, farà sì che «il problema si risolverà alla radice».

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