«Così come l'ho trovata, lascio una Prefettura molto ben strutturata e in grado di rispondere alle esigenze e alle istanze della società e ottimamente in grado di gestire le situazioni di rischio. È una Prefettura che credo potrà lavorare bene con il nuovo prefetto, che è particolarmente attento alle necessità della popolazione e alle richieste di tutte le componenti sociali e potrà quindi fornire ottime risposte». Il prefetto Carlo Sessa traccia un bilancio positivo dopo tre anni e mezzo alla guida dell’Ufficio Territoriale del Governo di Avellino.


«Non ho fatto nulla sotto questo profilo, la Prefettura di Avellino è sempre stata ben in grado di affrontare le problematiche di questa provincia. Una mia operazione logistica, per così dire, è stata quella di accorpare gli uffici in un’unica struttura, sia per una migliore gestione del personale – dice -, sia per avere un miglior rapporto con i dirigenti e anche per eliminare la sede di via Tagliamento che non mi sembrava adeguata. Ho avuto la disponibilità del presidente della Provincia, sempre attento alle nostre esigenze, siamo riusciti a far finanziare i lavori e li abbiamo realizzati allocando qui gli uffici amministrativi. Oltretutto, abbiamo recuperato una parte del piano superiore di questo bel palazzo, quindi abbiamo portato se vogliamo anche una migliore presenza per il cittadino».


La conclusione dell’incarico coincide con il pensionamento di Sessa, poche settimane dopo quello del viceprefetto vicario Armando Amabile, per cui a fine mese ci sarà un doppio cambio della guardia. «Il mio successore inizierà la sua attività senza uno dei pilastri della Prefettura che è il dottor Amabile che mi ha preceduto di circa un mese nell'andare in pensione e che è la memoria storica di questa Prefettura – riconosce Sessa -, ha conosciuto e seguito tutto e per me, come per tutta la struttura, è stato assolutamente indispensabile fin dal primo giorno».
Sessa ripercorre i suoi rapporti con gli amministratori locali, soprattutto riguardo alla gestione dell’accoglienza dei migranti e non risparmia loro un’ultima tirata d’orecchie, sebbene sia lieve: «Gli amministratori irpini credo che abbiano la necessità di essere supportati, qualora ne sentono il bisogno. Ma credo che gli stessi amministratori debbano far presenti le proprie esigenze e le proprie necessità prima di creare il problema. Tante volte leggevo sui giornali e sentivo in televisione che il sindaco X aveva bisogno di un incontro con il prefetto per il motivo Y, però poi quel sindaco non me l'ha mai chiesto l'incontro. Considerato che la situazione in Irpinia è abbastanza tranquilla e che abbiamo sempre potuto lavorare con intelligenza, studiando, preparando ed esaminando i problemi, perché non farlo prima che il problema scoppi? Però, raramente ho avuto scontri con i sindaci per qualche mancato intervento – ammette -, anzi forse non si è mai verificato, soprattutto sotto il profilo dell'ordine pubblico, che per ogni singolo episodio è sempre stato affrontato con attenzione e con pacatezza, grazie al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, grazie alla disponibilità del questore, del comandante dei carabinieri, del comandante della guardia di finanza e le altre componenti, con l'intelligence che questa maniera di gestire le cose ci porta a raggiungere ottimi risultati».
Proprio guardando alla sicurezza, il prefetto Sessa lascia la nostra provincia in una stagione in cui si sono verificati diversi casi di intimidazioni ai danni di amministratori locali, incluse le minacce al primo cittadino di Rotondi Antonio Russo: «Se facciamo un rapporto con le altre province, siamo ancora nettamente in positivo – commenta Sessa -. Il sindaco di Rotondi, per sua stessa ammissione, da mesi usufruisce di tutti i supporti delle forze dell'ordine a garanzia della sua sicurezza. Le altre indagini sugli altri avvenimenti stanno andando avanti e, anche in questo caso, credo che si possa continuare ad analizzare il problema esaminando le singole fattispecie. Abbiamo visto, in tante occasioni, come è successo a Montoro, che gli episodi non sono da ricollegarsi a criminalità organizzata, ma sono episodi del tutto estemporanei da parte di un singolo che per qualche motivo combina guai. Siamo ancora tranquillamente in grado di poter gestire questi singoli episodi, ma – assicura - il livello di attenzione comunque non si abbassa. Sappiamo che le nostre frontiere, per così dire, possono essere attaccate sia dal napoletano sia dal foggiano e le forze dell'ordine sanno benissimo come contrastare i tentativi di accesso e in effetti i risultati ci sono sempre avuti, dal problema dell'eolico sul versante foggiano a quello del vallo di Lauro».
Tra i rimpianti del prefetto uscente, non aver completato il recupero della sede storica di corso Vittorio Emanuele, ma anche non aver realizzato qualcosa in più per migliorare l’accoglienza dei richiedenti asilo. «Avrei voluto continuare nel recupero di questa struttura. Un anno e mezzo fa ottenni dal presidente della Regione Campania l'inserimento di un intervento finanziario per proseguire il restauro del piano superiore nell'ambito del Pon sicurezza, avrei voluto realizzare anche qualche sistemazione migliore per l'accoglienza dei migranti. C'era l'idea della ristrutturazione dell'Ospedale Maffucci ai Pennini, all'epoca ottenemmo anche il finanziamento dal Ministero dell'Interno e con l'allora direttore generale dell'ospedale Moscati avevamo in testa anche di creare, su un piano, una zona sanitaria che potesse ospitare i migranti di tutta la provincia, a seconda delle necessità. Non è stato possibile concretizzarlo, speriamo che si possa ancora farlo».
Poi Sessa ammette che avrebbe voluto vedere ultimata la strada principale del capoluogo: «Un'altra cosa che francamente avrei voluto vedere e sin dal mio arrivo e invitai il sindaco Foti a cercare di smuovere le acque: avete un bellissimo corso, pedonale, organizzato abbastanza bene e adesso sono state recuperate anche le fontane che so che per gli avellinesi sono un punto di riferimento, ma quei due o tre denti mancanti del corso, quelle brutture di strutture abbandonate, possibile – domanda - che non ci sia stata la maniera di recuperarle?».
«Manifestai al sindaco l'impressione di una persona appena arrivata che godeva di questo bel corso e che però notava queste brutture che, a quanto mi hanno detto stanno lì da decenni, e suggerii di trovare la maniera di mettere d'accordo i proprietari o intervenire da autorità per recuperarli. Come ho sempre fatto, avrei cercato di far parlare tra loro i responsabili, chi avesse intenzione di fare qualcosa, per cercare di arrivare a un risultato. Ma non ho avuto risposta».
Sessa, infine, fa il punto sulle grandi questioni ambientali affrontate spesso con la stessa cittadinanza anche in forma di comitati. «La bonifica dell'Isochimica credo che sia stato un buon risultato – afferma -. Io sono arrivato qui e subito dopo di me è arrivata la Commissione parlamentare per l'ambiente. Attraversai il periodo in cui ci fu la crisi del silos da abbattere e che adesso è stato smontato. Feci un sopralluogo con i Vigili del Fuoco, realizzammo anche un rilievo da un elicottero e portammo poi i dati alla Commissione. Quello è un problema che si è sbloccato, perché i lavori sono partiti, si rimedia le criticità del sito e la bonifica sta andando avanti. Abbiamo anche avuto qualche risultato a favore dei lavoratori -aggiunge -, ma di strada da fare ce n'è. C'è stato un provvedimento normativo che non è del tutto completo, c'è stato un successivo intervento anche per quanto riguarda la previdenza per coloro che hanno subito i guai dell'amianto e penso che sia stata fatta una buona cosa».
«Nella Valle del Sabato la situazione invece è un po' più frammentata – continua -. Abbiamo costituito un comitato che ha lavorato e sono state fatte una serie di analisi. Poi ci sono stati anche una serie di interventi da parte della magistratura, che devo dire sull'ambiente ha sempre prestato la massima attenzione e ha lavorato in maniera efficiente e rapida. Ma lì, appunto, la questione è più parcellizzata, non si tratta di un problema unico e bisogna continuare a seguirla – conclude - soprattutto con gli organismi sanitari».
Il cambio della guardia è previsto per il prossimo 28 agosto, quando è atteso l’arrivo ad Avellino del nuovo prefetto, Maria Tirone, indicata a fine luglio quale successore di Carlo Sessa dal Consiglio dei Ministri, che lascerà la Prefettura di Foggia.

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