Oggi vi è stata la prima corsa sperimentale su ferro, dopo ben 8 anni, da Avellino a Napoli. Per il nostro territorio senza dubbio un evento storico, tanto più perché noi proveniamo da una pregressa chiusura totale della stazione di Avellino del settembre 2012, dall’annientamento delle corse per Benevento e Salerno e dalla sospensione della ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio.

Per chi conosce un po’ di geografia, a differenza dei nostri politici, risulta lampante che queste scellerate azioni, combinate fra loro, hanno prodotto l’isolamento ferroviario di Avellino e provincia, nonostante fossimo da sempre la terra di mezzo e nonostante Francesco De Sanctis, 122 anni fa, avesse già intuito che l’isolamento lo si sarebbe potuto combattere attraverso la ferrovia, la mobilità pubblica e lo sviluppo sostenibile.
A dispetto dell’importanza dell’avvenimento di oggi, le istituzioni cittadine hanno pensato bene di non essere presenti. Non c’era il sindaco, il vicesindaco, gli assessori ed i consiglieri, evidentemente occupati da impegni emergenziali visto che l’ing. Ferraro di RFI ha mandato l’invito a tutti.

celli binari treno
Proviamo però a comprendere la portata e le prospettive dell’azione ferroviaria complessiva, spinta essenzialmente dalle associazioni e non da nullità partitiche, attraverso una proiezione. Immaginiamo di avere finalmente una stazione del capoluogo degna ed efficiente, in grado di permetterci di raggiungere velocemente Salerno, Benevento e Napoli. Velocemente è un avverbio che non va travisato poiché quando parliamo di autobus dobbiamo sempre considerare le variabili di ritardo dovuto a guasti, traffico, maltempo, ecc. In sostanza se a Napoli, attraverso Mercato S. Severino, si riuscirà ad arrivare in un’ora, sarà qualcosa di rivoluzionario: già oggi si sono raggiunti i 90 minuti, anche con molte fermate panoramiche. Proviamo ad immaginare inoltre la possibilità di lasciare l’auto nel comodo parcheggio della stazione per poi raggiungere in treno i capoluoghi di provincia, dove magari si lavora; proviamo a pensare a collegamenti funzionali con i poli universitari delle 3 città per i nostri studenti; pensiamo a come rinascerebbe Borgo Ferrovia insieme alla stazione, altro che finte riqualificazioni delle periferie! Per la città immaginiamo un bus urbano che colleghi costantemente piazza Kennedy alla stazione ogni 15 minuti, ragioniamo cioè sull’integrazione proficua tra ferro e gomma e non sulle guerre di interessi che condannano il territorio.
Insomma proviamo a sognare e costruire quello che i nostri politici non potrebbero mai riuscire a vedere, come ad esempio un collegamento veloce fino a Lioni, utilizzando la stazione nuova già completata, e realizzando poi da Lioni fino a Rocchetta S.Antonio la tratta turistica. La strada Lioni-Grottaminarda non ci serve e non possiamo farla passare sulla Mefite, luogo unico al mondo per emissioni di anidride carbonica o sull'Abbazia del Goleto, monumento fra i più belli ed antichi che abbiamo!
Lo spopolamento si combatte così! Lo sviluppo e l'economia si generano così! La cultura si promuove dando ai giovani la possibilità di restare! Facciamoglielo capire!


Francesco Celli
Presidente Info Irpinia

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