«È stato un tavolo monco», per usare le parole del deputato di Sinistra Italiana, Giancarlo Giordano, presente al confronto che si è tenuto questa mattina alla Protezione Civile di Avellino, presso il Palazzo Territoriale del Governo e che ha visto la partecipazione dei sindaci di Montoro e Solofra, rispettivamente Mario Bianchino e Michele Vignola, nonché del commissario dell’Ato, Giovanni Colucci e dei rappresentati di Asl e Arpac.

Monco perché non vi è stata la presenza della Regione Campania, chiamata a più voci a dare risposte sulla questione dell’inquinamento delle acque dell’area solofrana e per la conseguente carenza idrica che si registra nei due territori.
È stato il primo cittadino di Solofra ad aver chiarito, attraverso una relazione, i passaggi che dal 2014 attuati dai vari enti, «comune di Solofra in primis», come ha tenuto a sottolineare Vignola, per superare nell’immediato l’emergenza idrica. «Abbiamo fatto una serie di iniziative – spiega la fascia tricolore di Solofra -, presentato proposte e progetti che attendono ancora una risposta e i finanziamenti. A cominciare dal Mise (messa in sicurezza in emergenza), ai carboni attivi, alla richiesta di finanziamenti per l’acquedotto comunale, fino al piano di caratterizzazione».

aquino bianchino vignola
Ma ciò che Vignola definisce «paradossale», è che la Regione abbia immaginato solo alla fine del 2015 di dare un finanziamento, sull’accelerazione della spesa, che «non era utilizzabile, anche perché il piano di caratterizzazione necessita per il monitoraggio di 12 mesi e che è propedeutico alla bonifica. Ma la cosa più grave – incalza il sindaco -, al di là del mancato finanziamento, per il quale il direttore generale del settore Ambiente Palmieri mi ha assicurato che nell’arco di un mese ci sarà la delibera, è che non ci è stato consentito, nonostante la nostra richiesta, di poter attuare la messa in sicurezza in emergenza a prescindere dal piano di caratterizzazione, mentre ci hanno sempre detto che quest’ultimo era propedeutico alla bonifica». «Non è così» ha sottolineato Vignola che ha ufficialmente chiesto alla Prefettura di «interpellare le competenti autorità affinché venga autorizzata l’immediata utilizzazione della nuova opera di captazione per il pozzo San Francesco che potrebbe fornire 24 litri di acqua al secondo».
«Siamo disponibili a fare ogni tipo di analisi, insieme all’Asl – dice ancora Vignola -, anche settimanalmente, ma non possiamo aspettare 12 mesi».
E la Regione Campania torna sul banco degli imputati anche nelle parole usate da Mario Bianchino. «Il piano di caratterizzazione non parte - ha spiegato il sindaco di Montoro - perché non si può immaginare un piano che si finanzia nel mese di ottobre, poi il procedimento di gara e il completamento dei lavori entro dicembre. Non è ragionevole».
A Montoro, ha chiarito Bianchino, non vi è una crisi idrica, «è passata tutta l’estate in una condizione di tranquillità, ma questo significa che siamo legati a una serie di fattori straordinari. A una serie di condizioni che restano emergenziali. Noi teniamo fermi i pozzi di Chiusa e Sant’Eustachio dove nessuno fino a questo momento ha potuto dire come mai non si sia potuta fare l’analisi di queste acque. Siamo fermi a questo punto. Il tavolo era bloccato su questo. In una terra ricca di acqua potabile, dove sicuramente c’è l’inquinamento di una falda di acqua, è mai possibile che non si possa mettere la parola fine rispetto all’analisi dei pozzi e quindi alla verifica delle acque che abbiamo per dare certezze ai cittadini rispetto a una prospettiva?».

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